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	<title>sapriblog.com &#187; cancro</title>
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		<title>I Blog per Proteggere il Pianeta: La Nave dei Veleni: tutta la Storia!</title>
		<link>http://www.sapriblog.com/2009/10/la-nave-dei-veleni-tutta-la-storia/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 09:15:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tony</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo post viene scritto in occasione del Blog Action Day. Il Blog Action Day è un evento globale che coinvolge l&#8217;intero mondo dei blog, proponendo la scrittura di migliaia di articoli riguardo uno stesso, importante, problema deciso a priori ogni anno.

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo post viene scritto in occasione del <strong><a href="http://www.sapriblog.com/2009/10/il-clima-cambia-i-blog-provano-a-salvare-il-pianeta/" target="_self">Blog Action Day</a></strong>. Il <strong>Blog Action Day</strong> è un evento globale che coinvolge l&#8217;intero mondo dei blog, proponendo la scrittura di migliaia di articoli riguardo uno stesso, importante, problema deciso a priori ogni anno.</p>
<p><span id="more-1045"></span></p>
<p>Il tema di quest&#8217;anno è il <strong>cambiamento climatico</strong>.</p>
<p>Nella nostra zona però di problemi relativi al cambiamento climatico ce ne sono molto pochi, pochissimi. Ma ultimamente qualcosa è venuto letteralmente a galla.<br />
<strong> La Nave dei Velen</strong>i. Scorie radioattive, rifiuti tossici che fanno diventare il surriscaldamento delle acque il più piccolo dei problemi.</p>
<p>Per questo oggi riassumiamo tutta la vicende delle <strong>Navi di Cetraro</strong> in un unico post. Sperando di sensibilizzare sempre di più l&#8217;opinione pubblica, e chi di dovere, verso una <strong>catastrofe ambientale</strong> che pare messa in un cassetto chiuso a chiave.</p>
<p><em>Avevamo iniziato così:<br />
</em><br />
Come smaltire i <strong>rifiuti radioattivi</strong>?<br />
Una delle soluzioni praticate nel corso degli anni sembra proprio quella di <strong>caricarli sulle navi per poi farle colare a picco</strong>.<br />
Una soluzione che evidentemente coinvolge livelli politici e malavitosi.</p>
<p>Ma quante navi di questo tipo abbiamo nel nostro mare? Per anni si è tentato persino di negare che quella di <strong>Cetraro</strong> fosse una nave. Ma la <strong>Procura di Paola</strong> ora ne ha la certezza, ha tutti i dati dei rilievi che lo confermano: è una nave, adagiata sul fianco, <strong>un fantasma</strong> che dorme.</p>
<p>E&#8217; stato il <strong>pentito</strong> della <strong>&#8216;ndrangheta Francesco Fonti</strong> a confessare al giudice che <strong>rifiuti tossici e radioattivi</strong> sono finiti, come se ci fossero finiti per caso, in fondo al mare in un <strong>mercantile affondato</strong> davanti alla costa di <strong>Cetraro</strong>, in provincia di Cosenza.<br />
Sabato un piccolo<a href="http://www.sapriblog.com/2009/09/la-nave-dei-veleni-di-cetraro-forse-anche-resti-umani/" target="_self"> </a><strong><a href="http://www.sapriblog.com/2009/09/la-nave-dei-veleni-di-cetraro-forse-anche-resti-umani/" target="_self">robot subacqueo</a></strong> della <strong>regione Calabria</strong> è sceso sul fondo e ha individuato un <strong>relitto</strong> che conferma la versione del pentito.<br />
<strong>Fonti</strong> ha ammesso di aver affondato il <strong>Cunsky</strong> (ha pure un nome simpatico il mercantile) nel &#8216;92, con una carica di esplosivo montata sulla prua della nave. Nella stiva c&#8217;erano <strong>120 fusti velenosi</strong>. Le immagini raccolte dalle telecamere del robot che ha ispezionato il relitto, sembrano confermarlo: &#8220;Dai filmati &#8211; ha detto il procuratore di Paola &#8211; sembra proprio che la nave affondata contenga ancora un certo quantitativo di bidoni&#8221;.</p>
<p>Un<strong> danno enorme</strong> per l’ambiente ma soprattutto un <strong>danno enorme per la salute</strong>. Per la nostra salute. La costa dell’<strong>Alto Tirreno Cosentino</strong> non sta avendo vita facile. A giugno partì una circolare con un divieto assoluto per la balneazione causa depuratori rotti [?!].<br />
Il mare si presentava in alcune ore di colore marrone e a riva le meduse arrivavano morte. Ma la colpa non era dei depuratori? I depuratori fungevano solo da scudo.<br />
<strong>La verità</strong> è riemersa insieme al relitto. Una verità che deve fare chiarezza e che non deve essere taciuta o cadere nel dimenticatoio come tanti fatti che accadono nel sud Italia.</p>
<p>E dopo tutto questo <strong>inferno</strong> nelle ultime ora aumenta la nosta <strong>paura</strong>; probabilmente c&#8217;è un&#8217;altro relitto nel mare di <strong><a href="http://www.sapriblog.com/2009/09/il-primo-porto-al-femminile/" target="_self">Maratea</a></strong>: &#8220;<strong>Yvonne</strong>&#8221; affondata nel 1992 assieme a <strong>150 fusti di fanghi radioattivi.</strong><br />
E non c&#8217;è da stare tranquilli al contrario di quanto afferma l&#8217;<strong>assessore all&#8217;ambiente</strong> della<strong> Calabri</strong><strong>a</strong>, <strong>Silvio Greco</strong>: &#8221;non ci sono problemi per la balneazione perché il carico si trova a molti chilometri dalla costa e a diverse centinaia di profondità&#8221;.<br />
Allora spiegateci perchè abbiamo avuto tanti morti e molte persone di sono ammalate nella nostra località. Non servono, a scrollarci di dosso le paure, le parole del nostro <strong>sindaco Vito D&#8217;agostino</strong>, che in una intervista ha dichiarato che a <strong>Sapri</strong> non c&#8217;è una mortalità allarmante per <strong>tumori</strong> e <strong>cancro</strong>, o <strong>leucemie</strong> (a dispetto di tutti gli altri sindaci del <strong>Golfo di Policastro</strong> che hanno denunciato questo fatto).<br />
Uno o due decessi per tumore all&#8217;anno e altrettanti nuovi ammalati non è un dato che passa inosservato per un paese come il nostro di circa 7000 residenti!</p>
<p>Non copriamoci gli occhi con fette di prosciutto. Chi non ha osservato che in questi ultimi dieci anni molti dei nostri sapresi si sono ammalati; c&#8217;è chi ce l&#8217;ha fatta, chi sta lottando e chi,purtroppo, è morto.  Nessuno dica che è pura fatalità. <strong>Non ci crediamo! </strong><br />
Che si faccia un&#8217;<strong>analisi delle nostre acque</strong> e <strong>si vieti la pesca</strong> nella nostra zona, almeno fin a sicura risoluzione del problema.</p>
<p>Qui si parla si <strong>salute</strong>, di vite umane, di tanta gente che si immerge in quell’acqua, che mangia il pesce pescato in quelle acque.<br />
La <strong>mafia</strong>, la <strong>camorra</strong>, la <strong>‘ndrangheta</strong> non sono le sole ad avere colpe. Qualcuno sicuramente sapeva, qualcuno aveva detto si a questo &#8220;progetto&#8221;.<br />
Ora grazie a queste indagini forse uscirà fuori tutta la verità ma intanto molti calabresi, lucani e campani sanno che i loro bagni non sono stati e non saranno più sicuri. <strong>Qualcuno lo sapeva già.</strong></p>
<p><em>Poi in seguito ci furono dei risvolti ancora più agghiaccianti:</em></p>
<p>Infatti dietro un oblò della nave gli inquirenti che analizzano i filmati del relitto hanno notato la presenza di <strong>resti umani</strong>, e più precisamente di <strong>teschi</strong>. A riportare alla luce questo<strong> orrore</strong> sono state le telecamere del <strong>Rov</strong>, il<strong> robot</strong> utilizzato dalla <strong>Nautilus</strong>per le ricerche.</p>
<p>Se confermati, questi avvistamenti potrebbero determinare una <strong>svolta</strong> nella lettura complessiva della vicenda che vedrebbe le navi non solo delle silenti enormi <strong>tombe</strong> di <strong>scorie</strong> e <strong>rifiuti radioattivi</strong>, ma anche dei sarcofagi per<strong> scomodi testimoni</strong> di un <strong>progetto delittuoso</strong>, come l&#8217;<strong>equipaggio</strong> della nave.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="460" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/qngIfQ1GP2A&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="460" height="344" src="http://www.youtube.com/v/qngIfQ1GP2A&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><em>Dopo tutto questo trambusto, il silenzio. I telegiornali non parlano più delle Navi, il Ministero non si fa sentire, e i relitti restano in fondo al mare, assieme ai rifiuti tossici e forse ai corpi dell&#8217;equipaggio.<br />
Allora i cittadini di Cetraro si stancano e decidono di farsi sentire:</em></p>
<p>Sono riusciti a spezzare letteralmente l&#8217;<strong>Italia</strong> in due. Abbiamo avuto così, per quasi tutto il giorno, un&#8217;Italia a Nord di <strong>Cetraro </strong>ed un&#8217;Italia a Sud di <strong>Cetraro</strong>.</p>
<p>Infatti i <strong>pescatori</strong> ed i <strong>cittadini</strong> del paese definito <strong>Città dei Veleni</strong>, grazie alla <strong><a href="http://www.sapriblog.com/2009/09/la-nave-dei-veleni-di-cetraro/" target="_self">Nave dei Veleni</a></strong> affondata dalle <strong>mafie </strong>nel loro mare, si sono riversati sui binari della <strong>ferrovia</strong> bloccando così il passaggio di tutti i treni.</p>
<p><strong>Tutti treni</strong> con passaggio previsto nella stazione di Cetraro <strong>sono stati soppressi</strong> dalla mattina.</p>
<p>I cittadini e i pescatori gridano aiuto allo Stato, si sentono abbandonati  (<em>ndr</em> ed hanno ragione) e per farsi ascoltare hanno deciso di utilizzare questa tattica. I pescatori sono in <strong>condizioni economiche disadagiate</strong>, lamentano il fatto che non vendono più pesce, e i cittadini si sentono presi in giro poichè non è stato fatto quasi nulla di quello promesso. Nemmeno l&#8217;analisi delle acque!</p>
<p>Dopo il fracasso e l&#8217;azzardo dei manifestanti sembra che la <strong>situazione</strong> si sia <strong>sbloccata</strong> in quanto il <strong>sindaco</strong> di <strong>Cetraro </strong>ha ottenuto di ricevere udienza dal <strong>Ministero</strong> che pare voler accogliere le giuste richieste dei cittadini.  (<em>ndr</em> speriamo)</p>
<p>Ancora oggi, non ci sono novità.<br />
<strong> </strong></p>
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		<title>Anche l&#8217;Amianto nella Marlane di Praia a Mare</title>
		<link>http://www.sapriblog.com/2009/10/anche-lamianto-nella-marlane-di-praia-a-mare/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 14:18:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tony</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 30 settembre scorso avevamo parlato della Fabbrica della Morte di Praia, la Marlane. In quel post avevamo detto dei danni causati agli ex dipendenti e dei tumori provocati dalle inalazioni dei gas rilasciati dai coloranti.

Ora si apprende che oltre alle &#8220;ammine aromatiche&#8221; altamente cancerogene, sprigionate dai coloranti appunto, gli operai della Marlane erano costretti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 30 settembre scorso avevamo parlato della <strong><a href="http://www.sapriblog.com/2009/09/fabbrica-della-morte-di-praia-a-mare-marlane/" target="_self">Fabbrica della Morte</a></strong><a href="http://www.sapriblog.com/2009/09/fabbrica-della-morte-di-praia-a-mare-marlane/" target="_self"> di </a><strong><a href="http://www.sapriblog.com/2009/09/fabbrica-della-morte-di-praia-a-mare-marlane/" target="_self">Praia</a></strong><a href="http://www.sapriblog.com/2009/09/fabbrica-della-morte-di-praia-a-mare-marlane/" target="_self">, la </a><strong><a href="http://www.sapriblog.com/2009/09/fabbrica-della-morte-di-praia-a-mare-marlane/" target="_self">Marlane</a></strong>. In quel post avevamo detto dei danni causati agli ex dipendenti e dei <strong>tumori</strong> provocati dalle inalazioni dei gas rilasciati dai coloranti.</p>
<p><span id="more-948"></span></p>
<p>Ora si apprende che oltre alle &#8220;<strong>ammine aromatiche</strong>&#8221; altamente cancerogene, sprigionate dai coloranti appunto, gli <strong>operai della Marlane</strong> erano costretti a lavorare anche tra le <strong>polveri d&#8217;amianto</strong> prodotte dai sistemi frenanti del macchinari dello stabilimento. Un vero e proprio <strong>inferno tossico</strong> nascosto dai medici che lavoravano nella <strong>Marlane</strong>.<br />
Infatti ci sarebbe un medico (al momento non rintracciabile) che si sarebbe detto disposto a raccontare che lui, assieme ad altri medici, sarebbero stati costretti a redigere <strong>certificati di morte &#8220;alleggeriti&#8221;</strong> per operai in realtà devastati dal <strong>cancro</strong>.</p>
<p>Inoltre, l&#8217;altra faccia della medaglia di questa inchiesta ha a che fare con l&#8217;<strong>inquinamento</strong> dei terreni circostanti la fabbrica e anche della spiaggia e del <strong>mare</strong>, proprio lì di fronte. Infatti da alcune carte emerge che mei terreni di proprietà della <strong>Marlane</strong>, negli anni sono stati seppellite tonnellate e tonnellate di <strong>schifezze di ogni genere</strong>, dal &#8220;<strong>cromo esavalente</strong>&#8221; ad altri <strong>veleni dannosissimi</strong> per l&#8217;ambiente.</p>
<p>E i <strong>tumori sono in aumento</strong>; a <strong>Paola</strong> un gruppo di otto medici in carico al <strong>Servizio Sanitario Nazionale</strong> ha rivelato una percentuale dei casi di tumori <strong>4 volte superiore alla media</strong> nazionale nella fascia d&#8217;età fino ai quarant&#8217;anni.</p>
<p>Al momento non si può individuare però nessun nesso tra queste notizie e le vicende della <strong>Marlane</strong>, né con le <strong><a href="http://www.sapriblog.com/2009/09/fabbrica-della-morte-di-praia-a-mare-marlane/" target="_self">Navi dei Veleni.</a><br />
<span style="font-weight: normal;">Ovviamente, nessun nesso ufficiale. :/</span></strong></p>
<p>Se vuoi approfondire l&#8217;argomento, ulteriori informazioni le trovi <a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/cronaca/incidenti-lavoro-4/fabbrica-tessile-2/fabbrica-tessile-2.html" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>La Fabbrica della Morte di Praia a Mare</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 13:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grazie alla segnalazione del nostro utente Ivan scriviamo oggi di un&#8217;indagine riguardo la fabbrica tessile Marlane di Praia a Mare.

Ti sarà capitato, viaggiando sul treno, passando per Praia (direzione Paola),  di notare una fabbrica ormai abbandonata da un paio da anni. Quella fabbrica è la Marlane di Praia a Mare.
La nota azienda tessile è stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie alla segnalazione del nostro utente <strong>Ivan</strong> scriviamo oggi di un&#8217;indagine riguardo la <strong>fabbrica tessile Marlane</strong> di <strong>Praia a Mare.</strong></p>
<p><span id="more-881"></span></p>
<p>Ti sarà capitato, viaggiando sul treno, passando per Praia (direzione Paola),  di notare una fabbrica ormai abbandonata da un paio da anni. Quella fabbrica è la <strong>Marlane</strong> di <strong>Praia a Mare</strong>.<br />
La nota azienda tessile è stata la causa di molte <strong>morti sul lavoro</strong>: se ne contano 40 e circa 60 sono le persone che stanno combattendo con il <strong>cancro</strong>.</p>
<p>A provocare tutto ciò è stata l&#8217;<strong>esalazione</strong> degli odori emanati dai <strong>coloranti</strong> per i tessuti a cui erano a contatto tutti i dipendenti. I dirigenti dell&#8217;azienda evidentemente sapevano della <strong>tossicità</strong> di questi &#8220;odori&#8221; e per tanto, come precauzione, obbligavano i dipendenti a bere un litro di latte per disintossicarsi dopo la giornata di lavoro. [<em>ndr</em> pensa tu!] Naturalmente non è bastato!</p>
<p>Ancora oggi sono aperte le <strong>indagini </strong>ma qualcosa si muove ora che la <strong>Procura di Paola</strong> ha finalmente collegato il <strong>cancro</strong> dei <strong>dipendenti</strong> con la fabbrica <strong>Marlane</strong>.</p>
<p>E pensare che negli anni, in pochissimi hanno denunciato la <strong>Marlane</strong> per le morti dei proprio cari.</p>
<p>Intanto &#8220;<em>le questioni sulla Marlane non finiscono qui. Ci si interroga sui finanziamenti dall&#8217;Unione europea e dalla Regione, sulle vicende di precariato e cassa integrazione, sui sindacati e sui partiti e persino, come si può leggere nei rapporti del Ministero della Sanità, sul mare non balneabile di fronte alla fabbrica, nonostante ci fosse un depuratore</em>&#8221; (<a href="http://www.repubblica.it/" target="_blank">repubblica.it</a>)</p>
<p>Ora che si credeva fosse solo colpa delle <strong><a href="http://www.sapriblog.com/2009/09/la-nave-dei-veleni-di-cetraro/" target="_self">Navi dei Veleni di Cetraro</a></strong>, ecco spuntare un&#8217;ulteriore &#8220;<strong>cancro</strong>&#8221; del nostro <strong>Sud</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Nave dei Veleni di Cetraro: forse anche resti umani.</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 12:18:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tony</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono agghiaccianti novità riguardo la Nave dei Veleni di Cetraro.

Infatti dietro un oblò della nave gli inquirenti che analizzano i filmati del relitto hanno notato la presenza di resti umani, e più precisamente di teschi. A riportare alla luce questo orrore sono state le telecamere del Rov, il robot utilizzato dalla Nautilus per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono <strong>agghiaccianti novità</strong> riguardo la <strong><a href="http://www.sapriblog.com/2009/09/la-nave-dei-veleni-di-cetraro/" target="_self">Nave dei Veleni</a></strong><a href="http://www.sapriblog.com/2009/09/la-nave-dei-veleni-di-cetraro/" target="_self"> di </a><strong><a href="http://www.sapriblog.com/2009/09/la-nave-dei-veleni-di-cetraro/" target="_self">Cetraro</a></strong><a href="http://www.sapriblog.com/2009/09/la-nave-dei-veleni-di-cetraro/" target="_self">.</a></p>
<p><span id="more-826"></span></p>
<p>Infatti dietro un oblò della nave gli inquirenti che analizzano i filmati del relitto hanno notato la presenza di <strong>resti umani</strong>, e più precisamente di <strong>teschi</strong>. A riportare alla luce questo<strong> orrore</strong> sono state le telecamere del <strong>Rov</strong>, il<strong> robot</strong> utilizzato dalla <strong>Nautilus</strong> per le ricerche.</p>
<p>Se confermati, questi avvistamenti potrebbero determinare una <strong>svolta</strong> nella lettura complessiva della vicenda che vedrebbe le navi non solo delle silenti enormi <strong>tombe</strong> di <strong>scorie</strong> e <strong>rifiuti radioattivi</strong>, ma anche dei sarcofagi per<strong> scomodi testimoni</strong> di un <strong>progetto delittuoso</strong>, come l&#8217;<strong>equipaggio</strong> della nave.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="460" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/qngIfQ1GP2A&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="460" height="344" src="http://www.youtube.com/v/qngIfQ1GP2A&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>La Nave dei Veleni di Cetraro</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 07:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tony</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="overflow-y: hidden; left: -10000px; overflow-x: hidden; width: 1px; position: absolute; top: 0px; height: 1px;">Come smaltire i rifiuti radioattivi? Una delle soluzioni praticate nel corso degli anni sembra proprio quella di caricarli sulle navi. E farle colare a picco. Una soluzione che evidentemente coinvolge livelli politici e malavitosi. Ma quante navi di questo tipo abbiamo nei nostri mari? Per anni si è tentato persino di negare che quella di Cetraro fosse una nave. Ma la Procura di Paola ora ne è certa, ha tutti i dati dei rilievi che lo confermano: è&#8217;una nave, adagiata sul fianco. Il che conferma le rivelazioni del pentito di mafia. Una nave non segnalata.</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow-y: hidden; left: -10000px; overflow-x: hidden; width: 1px; position: absolute; top: 0px; height: 1px;">E&#8217; stato il pentito della &#8216;ndrangheta Francesco Fonti a confessare al giudice che rifiuti tossici e radioattivi sono finiti in fondo al mare in un mercantile affondato davanti alla costa di Cetraro, in provincia di Cosenza. Sabato un piccolo robot subacqueo della regione Calabria è sceso sul fondo e ha individuato un relitto che sembra confermare la versione del pentito. Fonti ha ammesso di aver affondato il Cunsky nel &#8216;92, con una carica di esplosivo montata sulla prua della nave. Nella stiva c&#8217;erano 120 fusti velenosi. Le immagini raccolte dalle telecamere del robot che ha ispezionato il relitto, sembrano confermarlo: &#8220;Dai filmati &#8211; ha detto il procuratore di Paola &#8211; sembra proprio che la nave affondata contenga ancora un certo quantitativo di bidoni&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow-y: hidden; left: -10000px; overflow-x: hidden; width: 1px; position: absolute; top: 0px; height: 1px;">Il ritrovamento del relitto</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow-y: hidden; left: -10000px; overflow-x: hidden; width: 1px; position: absolute; top: 0px; height: 1px;">Un pentito ha dichiarato che nelle coste calabresi esiste uno smaltimento di sostanze tossiche e nocive. Le navi cariche di materiali affondavano insieme a largo della costa. Le indagini sono andate avanti  e da qualche giorno grazie all’aiuto di un robot è stato ritrovato il relitto e si stanno analizzando il materiale ritrovato nella stiva e nei bidoni. Un danno enorme per l’ambiente ma soprattutto un danno enorme per la salute. La costa dell’Alto Tirreno Cosentino non sta avendo vita facile. Da giugno è partita una circolare con un divieto assoluto per la balneazione causa depuratori rotti. Il mare si presentava in alcune ore di colore marrone e a riva meduse ormai morte. Ma la colpa era davvero dei depuratori? O fungeva da scudo? La verità forse è riemersa insieme al relitto. Una verità che deve fare chiarezza e che non deve essere taciuta o cadere nel dimenticatoio come tanti fatti che accadono ma non trapelano per evitare ulteriori danni. Qui si parla si salute, di tanta gente che si immerge in quell’acqua, che mangia il pesce pescato in quelle acque. La mafia. La camorra, la ‘ndrangheta come si vuole chiamare non è la sola ad avere le sue colpe. Qualcuno sapeva, qualcuno aveva detto si a questo progetto. Ora grazie a queste indagini la verità forse uscirà fuori, ma molti calabresi sanno che i loro bagni non sono stati e non saranno  più sicuri. Ma qualcuno lo sapeva già.</div>
<p>Come smaltire i <strong>rifiuti radioattivi</strong>?<br />
Una delle soluzioni praticate nel corso degli anni sembra proprio quella di <strong>caricarli sulle navi per poi farle colare a picco</strong>.<span id="more-760"></span><br />
Una soluzione che evidentemente coinvolge livelli politici e malavitosi.</p>
<p>Ma quante navi di questo tipo abbiamo nel nostro mare? Per anni si è tentato persino di negare che quella di <strong>Cetraro</strong> fosse una nave. Ma la <strong>Procura di Paola</strong> ora ne ha la certezza, ha tutti i dati dei rilievi che lo confermano: è una nave, adagiata sul fianco, <strong>un fantasma</strong> che dorme.</p>
<p>E&#8217; stato il <strong>pentito</strong> della <strong>&#8216;ndrangheta Francesco Fonti</strong> a confessare al giudice che <strong>rifiuti tossici e radioattivi</strong> sono finiti, come se ci fossero finiti per caso, in fondo al mare in un <strong>mercantile affondato</strong> davanti alla costa di <strong>Cetraro</strong>, in provincia di Cosenza.<br />
Sabato un piccolo<a href="http://www.sapriblog.com/2009/09/la-nave-dei-veleni-di-cetraro-forse-anche-resti-umani/" target="_self"> </a><strong><a href="http://www.sapriblog.com/2009/09/la-nave-dei-veleni-di-cetraro-forse-anche-resti-umani/" target="_self">robot subacqueo</a></strong> della <strong>regione Calabria</strong> è sceso sul fondo e ha individuato un <strong>relitto</strong> che conferma la versione del pentito.<br />
<strong>Fonti</strong> ha ammesso di aver affondato il <strong>Cunsky</strong> (ha pure un nome simpatico il mercantile) nel &#8216;92, con una carica di esplosivo montata sulla prua della nave. Nella stiva c&#8217;erano <strong>120 fusti velenosi</strong>. Le immagini raccolte dalle telecamere del robot che ha ispezionato il relitto, sembrano confermarlo: &#8220;Dai filmati &#8211; ha detto il procuratore di Paola &#8211; sembra proprio che la nave affondata contenga ancora un certo quantitativo di bidoni&#8221;.</p>
<p>Un<strong> danno enorme</strong> per l’ambiente ma soprattutto un <strong>danno enorme per la salute</strong>. Per la nostra salute. La costa dell’<strong>Alto Tirreno Cosentino</strong> non sta avendo vita facile. A giugno partì una circolare con un divieto assoluto per la balneazione causa depuratori rotti [?!].<br />
Il mare si presentava in alcune ore di colore marrone e a riva le meduse arrivavano morte. Ma la colpa non era dei depuratori? I depuratori fungevano solo da scudo.<br />
<strong>La verità</strong> è riemersa insieme al relitto. Una verità che deve fare chiarezza e che non deve essere taciuta o cadere nel dimenticatoio come tanti fatti che accadono nel sud Italia.</p>
<p>E dopo tutto questo <strong>inferno</strong> nelle ultime ora aumenta la nosta <strong>paura</strong>; probabilmente c&#8217;è un&#8217;altro relitto nel mare di <strong><a href="http://www.sapriblog.com/2009/09/il-primo-porto-al-femminile/" target="_self">Maratea</a></strong>: &#8220;<strong>Yvonne</strong>&#8221; affondata nel 1992 assieme a <strong>150 fusti di fanghi radioattivi.</strong><br />
E non c&#8217;è da stare tranquilli al contrario di quanto afferma l&#8217;<strong>assessore all&#8217;ambiente</strong> della<strong> Calabri</strong><strong>a</strong>, <strong>Silvio Greco</strong>: &#8221;non ci sono problemi per la balneazione perché il carico si trova a molti chilometri dalla costa e a diverse centinaia di profondità&#8221;.<br />
Allora spiegateci perchè abbiamo avuto tanti morti e molte persone di sono ammalate nella nostra località. Non servono, a scrollarci di dosso le paure, le parole del nostro <strong>sindaco Vito D&#8217;agostino</strong>, che in una intervista ha dichiarato che a <strong>Sapri</strong> non c&#8217;è una mortalità allarmante per <strong>tumori</strong> e <strong>cancro</strong>, o <strong>leucemie</strong> (a dispetto di tutti gli altri sindaci del <strong>Golfo di Policastro</strong> che hanno denunciato questo fatto).<br />
Uno o due decessi per tumore all&#8217;anno e altrettanti nuovi ammalati non è un dato che passa inosservato per un paese come il nostro di circa 7000 residenti!</p>
<p>Non copriamoci gli occhi con fette di prosciutto. Chi non ha osservato che in questi ultimi dieci anni molti dei nostri sapresi si sono ammalati; c&#8217;è chi ce l&#8217;ha fatta, chi sta lottando e chi,purtroppo, è morto.  Nessuno dica che è pura fatalità. <strong>Non ci crediamo! </strong><br />
Che si faccia un&#8217;<strong>analisi delle nostre acque</strong> e <strong>si vieti la pesca</strong> nella nostra zona, almeno fin a sicura risoluzione del problema.</p>
<p>Qui si parla si <strong>salute</strong>, di vite umane, di tanta gente che si immerge in quell’acqua, che mangia il pesce pescato in quelle acque.<br />
La <strong>mafia</strong>, la <strong>camorra</strong>, la <strong>‘ndrangheta</strong> non sono le sole ad avere colpe. Qualcuno sicuramente sapeva, qualcuno aveva detto si a questo &#8220;progetto&#8221;.<br />
Ora grazie a queste indagini forse uscirà fuori tutta la verità ma intanto molti calabresi, lucani e campani sanno che i loro bagni non sono stati e non saranno più sicuri. <strong>Qualcuno lo sapeva già.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;"><em><br />
Scritto in collaborazione con </em></span></strong><strong><em>Barbara Di Giorno </em></strong><em>di</em><strong><em> </em></strong><strong><a href="http://www.calnews.it/" target="_blank"><em>Calnews.it</em></a></strong></p>
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		<title>Mare inquinato a Scalea</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 15:59:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo venuti a conoscenza, tramite una nostra utente di SapriBlog che ci segue dalla Calabria, che da un paio di giorni si sta scatendando un putiferio burocratico a Scalea per quanto riguarda le responsabilità dell&#8217;inquinamento del mare. Si, avete capito bene, Scalea inizia la sua stagione estiva presentando il suo bel mare inquinato.
Colpa dei depuratori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo venuti a conoscenza, tramite una nostra utente di<strong> SapriBlog</strong> che ci segue dalla <strong>Calabria</strong>, che da un paio di giorni si sta scatendando un putiferio burocratico a<strong> Scalea</strong> per quanto riguarda le responsabilità dell&#8217;inquinamento del mare.<span id="more-286"></span> Si, avete capito bene, <strong>Scalea </strong>inizia la sua stagione estiva presentando il suo bel mare inquinato.</p>
<p>Colpa dei <strong>depuratori </strong>che non vengono controllati e seguiti con costanza. E speriamo che anche noi non ci ritroveremo in piena <strong>estate</strong> con quelle anti-estetiche macchie che scuriscono il nostro bel <strong>mare</strong>.</p>
<p>Daltronde, il nostro depuratore lavora, la maggiorparte dell&#8217;anno, per circa 8.000 abitanti, e non è abituato a sopportare una popolazione che sfiora e a volte supera le 15.000 persone.</p>
<p>Incrociamo le dita.</p>
<p><strong>Approfondimento:<br />
<span style="font-weight: normal;">Pensavamo fossero i depuratori, ci avevano detto che era colpa dei depuratori; poi è venuta a galla </span>la verità<span style="font-weight: normal;">: le </span>navi affondate<span style="font-weight: normal;"> con scorie radioattive ci hanno aperto gli occhi. </span><a href="http://www.sapriblog.com/2009/09/la-nave-dei-veleni-di-cetraro/" target="_self">Leggi l&#8217;approfondimento.</a></strong></p>
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