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  • on 08.07.2010
  • at 02:33 PM
  • by Tony

Spiagge di Sapri in Vendita [?] 24

Come accaduto in precedenza, l’articolo di oggi è un guest post, ovvero un articolo scritto da un ospite, Biagio Montesano. Amico di vecchia data e collega blogger, Biagio dice la sua con il suo blguniversitario.blogspot.com.

“Da tre generazioni a questa parte, quelli del mia famiglia, si crogiolano al sole estivo sulle nude pietre (o mazzacani, come ci piace chiamarle dalla nostre parti) della spiaggia di fronte l’attuale concessionaria Opel; certo, qualche volta la schiena ha protestato per questo trattamento “d’urto”, ma il tutto veniva ripagato dal piacere di percorrere a piedi, ogni tanto, il tratto di strada che costeggia la villa comunale e spunta sul lungomare, per me il punto più bello della città.

Ricordo, quand’ero ancora ragazzino, che da sdraiato sulla spiaggia, potevo voltarmi a destra e sinistra e vedere la spiaggia fino i suoi limiti, senza ostacoli; potevo individuare da lontano qualche amichetto che andavo ad incontrare con la scusa di una passeggiata in riva al mare. Poi le cose col tempo sono cominciate a cambiare: tra me e i confini della spiaggia si sono frapposte sdraio e ombrelloni dello stesso colore e magari col nome di un hotel non distante, in mare sono comparse boe rosse, e ultimi sono giunti dei cordoni divisori che, seppur forse solo nella mia fantasia, hanno tanto l’aria di un confine fra i comuni mortali e l’elite. Sapri aveva ceduto parte di se stessa al privato, ma mi sono detto sempre che questa è la libera economia e che comunque non si tratta di cessioni a titolo definitivo.

Accade poi un giorno di alzarsi al mattino e leggere sul giornale: “Il primo decreto legislativo di attuazione della legge sul federalismo fiscale è stato promulgato. Via libera dunque al federalismo demaniale, che prevede il trasferimento alle Regioni e agli enti locali di beni del demanio marittimo, idrico, gli aeroporti di interesse regionale o locale, le miniere e gli altri beni immobili dello Stato e i beni mobili ad essi collegati. Gli enti in questione potranno venderli per far cassa e risolvere problemi di liquidità“.

La notizia era di per sé già sorprendente e lo è diventata ancora di più quando, scorrendo le righe che contenevano un elenco provvisorio dei beni cedibili dal demanio, scopro fra gli altri la spiaggia di Sapri. Inizialmente ho pensato che si parlasse del tratto in cui si ritiene sia sbarcato Pisacane (sebbene le contese storiche col comune di Vibonati), ma poi nel vedere questo video che fa un po’ il punto, ho capito che si parla propriamente di “litorale di Sapri“; questo vuol dire che parte della spiaggia che oggi accoglie i residenti e i turisti potrebbe essere ceduta a titolo definitivo e smettere di essere patrimonio della cittadinanza.

A spulciare meglio fra le pieghe del decreto, si legge anche che si “prevede la possibilità per quegli enti locali che hanno comunque dei debiti, non così alti da determinare il dissesto e che sono la maggioranza dei Comuni italiani, di alienare i beni trasferiti e di destinare le risorse incamerate per il 75%, alla riduzione del debito dell’ente, e per la parte residua alla riduzione del debito statale“; questa descritta, è una condizione presente nell’80% dei comuni italiani, e piccole cittadine come la nostra, che non vivono in situazioni precarie, potrebbero essere tentate di vendere i beni loro ceduti dal demanio per saldare i debiti delle casse comunali; molto dipenderà dalle future amministrazioni, che potrebbero essere illuminate e tutelare il patrimonio comune o cedere alla facile tentazione della vendita a titolo definitivo.
Tra l’altro, per i beni che eventualmente si decidesse di vendere, vale lo stesso principio stabilito per la privatizzazione dell’acqua: se i cittadini vogliono continuare a tenere per sé il bene, devono partecipare all’asta come dei normali enti privati. Ci potremmo così un giorno ritrovare nell’assurdo di dover partecipare all’asta per l’acquisto della spiaggia che è già nostra…

Credo che in questo caso si possano fare due cose importanti:
informare la cittadinanza sulla questione, qualora non lo fosse già
• per venire incontro anche ai bisogni delle casse comunali, si può progettare di cedere una parte ridotta della spiaggia e solo temporaneamente a privati, chiedendo in cambio a questi di partecipare ad alcune spese cittadine, per esempio per la manutenzione del lungomare o l’organizzazione degli eventi turistici (questa degli accordi “do ut des”, è una prassi già usata in molti comuni e che sembra aver dato i suoi frutti).

L’elenco definitivo dei beni demaniali che verranno affidati agli enti sarà pubblicato solo a fine luglio; nel caso Sapri e il suo litorale dovessero continuare ad essere presenti sulla lista nera, dovremo tutti cominciare a preoccuparci un po’ di più dei nostri mazzacani.”

Fonti:
repubblica.it
beppegrillo.it

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Ci sono 24 commenti in questo post

  1. mario scrive:

    se posso permettermi, suggerirei di leggere il decreto in questione, ma non quello che dicono i giornali, ma scaricarlo da internet, o magarisulla gazzetta ufficiale, è in particolare l’articolo che parla di beni demaniali MARITTIMI, tra i quali si annoverano le spiagge,,,,,,,,,

  2. biagio scrive:

    @mario: dal decreto legislativo del 5 maggio 2010, articolo 5, comma 1, si legge: “I beni immobili statali e i beni mobili statali in essi eventualmente presenti che ne costituiscono arredo o che sono posti al loro servizio che, a titolo non oneroso, sono trasferiti ai sensi dell’articolo 3 a Comuni, Province, Citta’ metropolitane e Regioni sono i seguenti: i beni appartenenti al demanio marittimo e relative pertinenze, come definiti dall’articolo 822 del codice civile e dall’articolo 28 del codice della navigazione, con esclusione di quelli direttamente utilizzati dalle amministrazioni statali”

    più avanti si legge ancora (articolo 6, comma 1): “l fine di favorire la massima valorizzazione dei beni e promuovere la capacita’ finanziaria degli enti territoriali, anche in attuazione del criterio di cui all’articolo 2, comma 5, lettera c), i beni trasferiti agli enti territoriali possono, previa loro valorizzazione, attraverso le procedure per l’approvazione delle varianti allo strumento urbanistico di cui all’articolo 2, comma 5, lettera b), essere conferiti ad uno o piu’ fondi comuni di investimento immobiliare”, da cui si capisce che i fondi che entrano in possesso degli enti possono essere ceduti ai fondi comuni, che sono gestiti da imprese private, e gli enti possono avvalersi dei dividendi che derivano dalla gestione privata del bene

    se ti chiedevi se fosse vero che i beni possano essere ceduti: “i beni possono essere inseriti dalle Regioni e dagli enti locali in processi di alienazione e dismissione secondo le procedure di cui all’articolo 58 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133″ (articolo 2, comma 5).

    tra l’altro, il comune dovrà fare domanda per assicurarsi il bene. sai che succederà se non lo farà? “I beni per i quali non e’ stata presentata la domanda di cui al comma 4 del presente articolo ovvero al comma 3 dell’articolo 2, confluiscono, in base ad un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri adottato con la procedura di cui al comma 3, in un patrimonio vincolato affidato all’Agenzia del demanio o all’amministrazione che ne cura la gestione, che provvede alla valorizzazione e alienazione degli stessi beni, d’intesa con le Regioni e gli Enti locali interessati, sulla base di appositi accordi di programma o protocolli di intesa” (articolo 3, comma 6).

    in ogni caso, se hai ancora qualche curiosità, puoi leggerti il decreto, così come apparso sulla gazzetta, a questo link: http://www.altalex.com/index.php?idnot=50191

    ciao

  3. benjamin_linus scrive:

    Benissimo, era ora.
    Si inizino a pagare i debiti e poi, eventualmente, si va in spiaggia a prendere il sole.

  4. biagio scrive:

    certo. quando i debiti poi saranno esauriti, ci accorgeremo di aver perso voce in capitolo anche su quel poco che era nostro
    difendere la propria terra, secondo il mio modestissimo e opinabilissimo punto di vista, vuol dire anche impedire questo

  5. benjamin_linus scrive:

    Biagio, per quello che mi riguarda hai ragione.
    Io infatti eliminerei la fonte dei debiti.
    Ossia servizi pubblici e welfare.
    Ma se uno proprio ci tiene ad averli allora deve vedere come pagarseli.

  6. biagio scrive:

    ma infatti, dando in concessione le spiagge temporaneamente in cambio di partecipazioni degli affittuari alle spese comunali, si può risparmiare su alcune spese e il risparmio può ripianare i debiti, progressivamente
    sinceramente non riesco proprio a pensare ad un’amministrazione pubblica che non fornisca servizi e welfare (in pratica le cose per cui esiste), non vorrei che finissimo nella situazione della sanità americana pre-obama, in cui senza assicurazione non ti si cura

  7. benjamin_linus scrive:

    Obama non ha i soldi per finanziare la sua riforma e la cosa apparirà presto chiara.

  8. biagio scrive:

    noi paghiamo le tasse per il nostro servizio sanitario, è lì che si prendono i soldi
    un paese evoluto come l’America, fondatore della libertà e dell’uguaglianza, non si poteva permettere un servizio sanitario come quello che aveva, non avrei mai pensato che l’Italia fosse meglio in qualcosa

  9. ivan scrive:

    Paghiamo (purtroppo non tutti) già le tasse che, in tutto o in parte, dovrebbero sostenere alcune spese e investimenti sociali.
    L’equivalenza “taglio i servizi così taglio le tasse” (e non è nemmeno vero che con zero servizi si avrebbero zero tasse, ma è un altro discorso) si chiama darwinismo sociale: ossia chi ha i soldi sopravvive mentre il povero cristo che non li ha muore. Una logica ottocentesca.
    Se vogliamo tornare all’Ottocento basta dirlo chiaramente, senza infingimenti. Così sarà chiaro che il modello, ancora una volta, non è il futuro ma la bolsa imitazione del più iniquo passato.

  10. biagio scrive:

    questo accade quando la maggior parte della ricchezza del paese è in mano a solo il 10% dei cittadini, come riportano i dati degli ultimi giorni…

  11. benjamin_linus scrive:

    Benissimo, consideratemi a pieno titolo un darwinista sociale.
    E’ esattamente il modo in cui mi definisco.
    Quanto al sistema sanitario nazionale, la faccenda è semplicissima: essendo la sanità materia regionale è sufficiente che ogni regione imponga tasse locali ai cittadini per rientrare dai deficit di bilancio.
    E così giustizia è fatta.
    Se poi non si vuol pagare, si possono chiudere gli ospedali.
    Fortunatamente siamo arrivati al punto in cui non si possono più fare ulteriori debiti.
    E infatti adesso inizia il bello…

  12. LaPurcaria scrive:

    “….a terra e a nostra e nun s’adda tuccà….”

  13. benjamin_linus scrive:

    pur’e riebbt…

  14. biagio scrive:

    i debiti non si pagano dando via i beni della collettività
    si cerca di aumentare le entrate senza pesare sui cittadini
    e i debiti aumentano se ai piccoli comuni di toglie l’ici. io sono d’accordo che non la paghi chi ha una casa sola e pochi denari, ma per ricchi poteva essere mantenuta, semmai diminuita…
    i debiti, cmq, li fanno gli amministratori e se i cittadini si interessassero un po’ di più di quello che avviene nelle aule consiliari, si saprebbero anche i colpevoli. poi si passa al rimedio nella cabina elettorale. ma se si continua a votare per simpatia o (come accade spessissimo da noi) per scambio di favori, allora anche il voto diventa inutile

  15. Bambola scrive:

    ciao raga!vi manca bambola vero?infatti ho notato che senza di me questo blog è spento lo so ma il mio papà me lo ha vietato………………
    Volevo solo dire che in tempi nn sospetti bambola disse che solo il mare mancava che si vendessero ,ebbene si per mare intendevo il litorale ..
    Lo so l’articolo dice altro ma pure il senso delle mie parole……………
    “a pochi intentitor poche parole………..”
    PS:Antò io te stonc’ancora aspettann’ a piazza San giovanni……

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  17. ivan scrive:

    Caro Benjamin,
    Sono d’accordo con te con i profili di responsabilità politica a tutto tondo delle comunità (quindi anche responsabilità economica, e infatti più volte ho suggerito di valutare la strada delle tasse di scopo in ambito comunale).
    Ma dalla responsabilità economica e politica al darwinismo sociale il passo è lunghissimo e la prima esclude ontologicamente il secondo. Personalmente, sono uno di quelli a favore di maggiori tasse se ciò serve ad avere un servizio migliore.

  18. benjamin_linus scrive:

    Ivan purtroppo però bisogna prendere atto della realtà: quà si pagano tasse da nord Europa per ricevere servizi da centro Africa…
    A questo punto meglio che ognuno provveda per conto proprio a finanziare ciò di cui abbisogna.

  19. ivan scrive:

    Quel che scrivi è vero in diversi casi (accetto l’iperbole, perchè di iperbole si tratta). E sono d’accordo, mi ripeto, che le comunità che sforano gli impegni di spesa o non raggiungono gli obiettivi di un certo livello di servizio, debbano utilizzare risorse proprie per ripianare/cambiare. Mi pare prima di tutto educativo.
    Detto ciò, non ritengo accettabile fare tabula rasa e dire “ora cavatevela voi”. Vengono meno prima di tutto le ragioni dello stare insieme. E vengono così esaltate le spinte egoistiche e dell’interesse personale che ci hanno portato ad avere “tasse da nord Europa per ricevere servizi da centro Africa”. Il modo di affrontare tutto ciò è il contrario del darwinismo sociale: è il recupero di socialità e condivisione attraverso il senso di responsabilità.
    Manca tutto ciò? Bene, anche in questo caso non mi pare ragione sufficiente per dire “liberi tutti, arrangiatevi”. E’ come dire ad uno con la febbre: “ti tolgo la tachipirina così impari ad ammalarti”. Non sarebbe invece meglio dirgli: “io ti curo ma, se insisti ad andare nudo quando fa freddo, faccio in modo che la tachipirina la prossima volta la paghi tu, a scaglioni crescenti. Così o impari a comportarti bene o ne risente il portafoglio”.

  20. antonio scrive:

    bambola sei l’unica di questo blog che riesce a mettere in moto tutte le cellule del mio corpo, non so’ perche’ il papa’ si e’ incazzato , forse che la nostra storia non gli va a genio ?? bambola spiegagli che il nostro e’ un amore cosmico e non fisico. vorrei portarti con me su un onda e planare sulla spiaggia dei trecento; o cazz! bambola hanno recintato pure questa !!!!

  21. "non saprese" scrive:

    Personalmente sono rimasto scioccato dal video postato nella recensione, dove tra 16 località in tutta Italia, è compreso anche il litorale di Sapri. Spero che nel video non compaiano tutte le zone presenti sulla “lista nera” altrimenti sono davvero “poche” (per fortuna) e tra queste “poche” guarda caso ci siamo anche noi (sarebbe stato meglio che non ci fossimo stati nè se erano poche nè se erano tante le località). Una domanda la voglio porre a voi frequentatori del blog: ma i cittadini di Sapri ne sono a conoscenza di questa notizia (parlo dei cittadini che non frequentano questo blog)?

  22. biagio scrive:

    credo non tutti, ma qualcuno so che lo sapeva anche prima che io scrivessi il post
    comunque credo sia una minoranza

  23. Filippo L. scrive:

    Vogliamo parlare delle concessioni demaniali per le spiagge afferte a prezzi ridicoli??

  24. biagio scrive:

    no, no, parliamone
    sono proprio questi gli argomenti che ruotano intorno al cuore di questa discussione
    lo sapete per esempio che chi ha in concessione delle spiagge paga un affitto al metro quadrato una cifra irrisoria (qualche decina di centesimi, a volte) sia che sulla superficie si costruisca una baracca sia che ci si costruisca un mega ristorante?
    leggete qui:

    http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/10/news/inchiesta_italiana-spiagge-5490192/index.html?ref=search

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