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  • on 12.04.2010
  • at 06:00 AM
  • by Tony

Riceveva lo Stipendio Senza Lavorare; una Strana Storia Saprese. 5

E’ il sogno di molti, la fantasia finale di un intero popolo che vive nella speranza del superenalotto, del win for life, di una rendita che permetta di vivere bene, benissimo, senza dover lavorare.

Ma è davvero così allettante l’idea? Davvero vivremmo felici senza lavorare? Io mi annoierei senza lavorare. Sarà perché faccio il lavoro che vorrei ma non vivrei felice senza il mio lavoro.

Certo, una rendita certa, sicura e fissa ulteriore sarebbe super gradita, ma utilizzerei la tranquillità economica per migliorarmi nel mio settore, per portare avanti progetti che sono nel cassetto in attesa di fondi.

Come me, senza lavoro non sapeva vivere un ex-dirigente della Banca Mediterranea di Villammare, Giuseppe Di Donato di Sapri.

La storia risale al 2003, quando, da direttore della filiale, Giuseppe veniva licenziato in seguito ad un’ispezione dalla quale risultava che il dirigente non avrebbe controllato l’operato dei funzionari della filiale stessa.

Reintegrato nel posto di lavoro dal Giudice del lavoro di Potenza, Di Donato non tornò mai a lavorare non ricevendo nessun incarico. Nessun incarico ma stipendio pieno. Un paradosso!

Uno strano scherzo burocratico che spinse il dirigente (ormai ex) ad una nuova azione legale al termine della quale il Tribunale di Potenza obbligò la Banca a reintegrarlo nelle stesse mansioni svolte prima del licenziamento con la seguente motivazione: “il lavoro non è soltanto un mezzo di guadagno, ma una modalità di estrinsecazione della personalità del soggetto“.

Ora, il Giudice del lavoro del Tribunale di Potenza, oltre a confermare in maniera definitiva il reintegro di Di Donato, ora alla filiale di Maratea, ha condannato la Banca Popolare di Bari al risarcimento di 130 mila euro oltre agli interessi legali e alla rivalutazione monetaria (in poche parole TANTI SOLDINI) per danni non patrimoniali subiti da Giuseppe.

Vista così, da fuori sembra una mossa geniale, una super cazzola dei tempi nostri, una mandrakata da fenomeno, invece è solo un brutto caso, giustamente risarcito, di “mala-italianetà”.

Lavorare è un diritto di ognuno di noi e Giuseppe vuole lavorare.

Tu, nei panni di Di Donato, cosa avresti fatto? Ti saresti comportato come lui o ti saresti tenuto lo stipendio e zitto zitto avresti nullafatto fino alla pensione?

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Ci sono 5 commenti in questo post

  1. faby scrive:

    prchè a me queste fortune non capitano? :)

  2. pia scrive:

    beato lui con i tempi che corrono mi sarei presa lo stipendio ormai non c è dignita

  3. …beh cosa dire…io ne conosco uno che al Comune per circa 25 anni non è nemmeno andato al lavoro ma gli hanno dato lo stipendio…ed ultimamente anche qualcos’altro…no comment…

  4. Bibbè!!! ;) scrive:

    faby ahahha pure a me nn capitano mai tranquilla…cmq alla fine giuseppe se beccato altri soldi ( 130 mila) e quindi anche adesso potrebbe campare senza lavorare ma in modo piu “onesto” !! e cmq ha avuto la “serietà” di denunciare il fatto , almeno!

  5. …un caso analogo da me riscontrato all’ASL ex SA/3 di VALLO DELLA LUCANIA: dipendente trasferita a novembre ad altra amministrazione ospedaliera, riceve fino ad aprile dell’anno seguente il regolare accredito dello stipendio (6 mensilità + regolare Tredicesima !!!)…
    E poi l’ASL ha buchi di deficit da milioni di euro…
    W L’ITALIA, il paese dei cachi… chi controlla il controllore?

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