SapriBlog Racconta Maurizio Noviello [capitolo 1] 4
Questo mese Sapri Blog ti racconta l’emozionante e commovente storia di un ragazzo saprese che ti colpirà per la sua forza.
Sapri Blog racconta Maurizio Noviello.
Capitolo 1. Prima del 23 novembre 1981
E’ la camera di un ospedale quella che intravede aprendo gli occhi dopo tre giorni, che a lui sono sembrati un’eternità.
La vista è ancora appannata, e mentre a fatica mette a fuoco, le orecchie ascoltano voci che gli fanno capire di essere a Napoli, al Cardarelli per la precisione.
La paura è tanta, la confusione pure. Chiede spiegazioni, e gli viene detto che dall’ospedale di Sapri è stato trasportato al Cardarelli di Napoli in stato di coma in cui è rimasto per tre giorni per un trauma cranico con ematoma celebrale.
In quell’istante torna, come un flash, il ricordo: erano le 10.45 e Maurizio tornava a casa sul motorino di un amico; erano quasi arrivati, forse mancavano 200 metri, quando il motorino sbandò per lo scoppio improvviso di una gomma.
Come tirati da una molla, vennero entrambi scagliati fuori strada e Maurizio sbattè il capo contro un albero.
Da li, il buio. Dal 23 novembre 1981, Maurizio non ha più potuto usare le sue gambe.
Così come il suo corpo, la sua vita si divide in due, quella prima dell’incidente e quella dopo l’incidente.
Maurizio, prima delle 10.45 del 23 novembre 1981.
Maurizio è un ragazzo come tanti; un diciassettenne che ha appena conosciuto l’amore. Lei si chiama Roberta, una ragazza dolcissima dai capelli neri e ondulati.
A diciannove anni, Maurizio parte per Maniago, in Friuli, per il servizio militare. Siamo ai confini con l’Austria e fa un freddo cane. Ma Maurizio, nonostante il gelo, conserva un bel ricordo di quella esperienza. Il servizio di leva gli insegna tante cose, ma soprattutto gli fa capire com’è la vita lontana da casa e come sia bello ritornare e riabbracciare i proprio cari.
Terminato il militare, Maurizio scopre la sua passione: la bicicletta. Quella da corsa.
Si allena ogni giorno Maurizio, ed ogni giorno percorre dai settanta ai cento chilometri.
Tutto questo senza trascurare il suo lavoro: il carpentiere. Fare il carpentiere è un mestiere faticoso, duro, ma nonostante le ore passate sotto le intemperie, Maurizio è felice, a lui piace costruire. Ma quello che gli piace di più e correre in bici.
Arriva così la prima gara. A Catanzaro. La gara è massacrante ma Maurizio arriva primo e nel ricevere quella stupenda coppa di marmo con la rondine, pensa al fratello che lo ha allenato, alla mamma che ha sempre creduto in lui e ai suoi amici.
Dopo la prima vittoria ne arrivano delle altre. Maurizio vince in Basilicata, in Calabria, in Campania, in Piemonte, nel Veneto. L’ultima vittoria a Napoli pochi giorni prima del fatidico 23 novembre. Tutte vittorie sofferte, e per questo più belle.
Maurizio è un bel ragazzo, alto, moro, ed ha al suo fianco una donna che è il grande amore della sua vita (non più Roberta). E’ un uomo felice Maurizio, un bravo atleta, un corridore completo che, a detta di molti, sarebbe arrivato lontano con quella bici.
E’ il 1981 e, a ventun anni, Maurizio è una promessa del ciclismo.
continua…







Questa storia sembra un romanzo… bellissima.
VOGLIO LA SECONDA PARTEEEEEE!!!!!
Bellissima storia e anche commovente!!!
mio figlio tonino dieci anni fa ha avuto un brutto incidente i dottori non ci davano speranze,ma il Signore ha fatto il miracolo .adesso tony è con noi non come prima ma abbastanza bene
grande maurizio prova vivente del coraggio e della voglia di riuscire.