I commercianti di Sapri Uniti per Ripartire 156
Non molto tempo fa, discutevamo su queste pagine del problema relativo al piccolo commercio a Sapri.
Avevamo analizzato e un pò criticato la lettera aperta destinata all’amministrazione saprese da parte di una parte dei commercianti lamentosi dello scarso impegno dell’assessore al commercio nei loro confronti.
Venne fuori poi che il comune aveva organizzato un incontro con i commercianti, incontro al quale questi ultimi non hanno partecipato; mancanza dovuta ad inversione di fogli e di conseguenza inviata a firmatari non presenti sul territorio in quel momento.
Sapri Blog criticò fortemente quella lettera aperta dei commercianti invitando loro a darsi una sveglia, a tirar fuori gli attributi e a darsi da fare a prescindere dagli aiuti comunali.
A distanza di pochi mesi finalmente qualcosa si sta muovendo. I commercianti si stanno organizzando in una Associazione dei Commercianti (AssCom) per cercare idee da proporre ai governi locali, e per trovare la forza di andare avanti.
L’unione fa la forza, mai come in questi anni, e Sapri Blog fa il tifo per questa iniziativa.
Iniziativa che puoi meglio capire dalle dirette parole del rappresentante dell’AssCom, Nicola Filizola, intervistato da Roberta Cosentino, il quale è onesto nell’ammettere che la “frantumazione” dei commercianti sapresi “non ha portato frutti e non ha pagato”.
Tu credi in questa rinascita? Hai qualcosa da suggerire ai commercianti sapresi?
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Io spero davvero che i commercianti di sapri comincino davvero a fare una scuola di marketing seria visto che l’utilizzo delle nuove tecnologie per la promozione delle promozioni è molto scarsa.
Spero almeno facciano un sito internet di riferimento per poter interloquire con loro e che le invidie interne non porti questa iniziativa a morire come è successo, sembra, in passato.
Credo anche che il comune debba intervenire a sostegno di questa nuova realtà.
Marco Costanzo
prima era colpa dei cinesi ( e alcuni negozi del corso vendevano la stessa roba), poi del comune, ora del centro commerciale: la verità è che è finita la lobby commerciale del corso garibaldi e la gente spende dove e se può risparmiare.
padre gabrielli,hai frainteso completamente lo spirito del servizio di Roberta Cosentino.Nessuno ha mai parlato di colpe dei cinesi,semmai abbiamo messo in discussione le merci che questi detengono nei loro negozi.Ne tantomeno abbiamo colpevolizzato l’amministrazione. I centri commerciali? Rappresentano il progresso che avanza,se questi potranno avere un futuro lo dira’ il tempo.Lobby del corso Garibaldi? Mai sentito una tale fandonia!
concordo pienamente con marco.. secondo me i sapresi(intendo i commercianti) si sono un pò “seduti” se il termine è quello giusto.. non sono andati avanti.. la merce c’è.. il paese pure.. manca solo uno spirito commerciale tale da renderli (merce e paese) visibili e “appetibili”.. solo così la stessa merce e lo stesso paese possono fare un salto enorme di qualità!!
@ANAS
La prossima volta che fate i lavori di rifacimento asfalto o meglio manto stradale …..siete pregati di avvisare gli esercenti!!!……..
Le cs nn cambieranno mai! Nn c’è associazione che regge difronte all’inciviltà umana………………..
sono convinta che nulla si risolverà se non si entra nell’ottica che i commercianti hanno necessità di interventi su più fronti:prima di tutto la viabilità va sistemata; la litoranea per maratea e la entro costa (in progetto da anni) scario-lagonegro sono interventi fondamentali.poi,limitare e diversificare le licenze in tutto il paese e zona per zona nonchè essere leggermente più patriottici (per 10-20 cent preferiamo un compaesano o un esercente “piccolo”…….).non è sufficente riunirsi per natale,notte bianca e contro i cinesi.se sapri vuole crescere deve abdicare alla diversità.solo offrendo tante e diverse scelte quindi con una sana concorrenza potrà divenire una città.
@maria
sn sempre cn te…..
Ma come si fa a diversificare in un paese di “copiarelli”????Tra nn molto degli amici apriranno un locale carino,un idea carina.!vedrai con il tempo, se questi dovessero andare bene, quanti faranno la stessa cosa???..quanti apriranno locali simili??……Quindi l’amministrazione deve limitare le licenze,innazitutto, per poter fare quello che dici tu. Nn può permettere di fare aprire sempre le stesse cose….
Deve incentivare proposte particolari e soprattutto differenti…….
Le licenze se non sbaglio non esistono più, almeno per i normali esercizi commerciali. Ad ogni modo limitare le licenze, significa creare delle microcaste che fanno come gli pare: praticamente ciò che ha portato all’incapacità di molti attuali commercianti.
ma vi sembra modo di fare commercio???siamo a fine novembre e per le strade non c’è una lucina di natale…nemmeno una candela..sabato c’è stata una riunione dei commercianti dove si cominciavano a fare i preventivi sulle illuminazioni natalizie…ma va va va…commercianti se nn promuovete la vostra attivita’ comepensate di vendere????morti..ecco cosa siete!!!!
penso che ai commercianti serva un pò di umiltà, ricordo che quando abitavo a Sapri ed entravo in un negozio ti guardavano come se loro ti stessero facendo un favore;
ci vuole cortesia, amore per il proprio lavoro, creatività e marketing marketing marketing il quale deve essere una filosofia mentale non lo sconto 3×2.
Capisco le tasse e le spese che i commercianti lamentano, ma tanto quelle ci saranno lo stesso se si vuole restare aperti per cui meglio darsi da fare migliorandosi.
la famosa SWOT del marketing
punti di forza, debolezza, minacce e opportunità…e poi la parolina magica collaborazione…non dividi et impera…:)
non capisco questo odio per questa categoria e poi… quanti professori e quanti giudici. abbiate piu’ rispetto e’ una categoria che lavora produce , vive un momento di grande difficolta’,leggo di commenti sarcastici e non e’ una cosa bella.
Sapri è diventato un paesino che ricopre una popolazione di circa 4000 abitanti tra adulti e bambini, con una economia molto micino allo zero. Cosa si può pretendere con questi numeri? niente!!!!!! La colpa all’economia del paese è solo dei numeri. Siamo troppo pochi. Per rilanciare il commercio saprese bisogna rilanciare il turismo estivo, e per rilanciarlo c’è bisogno dell’aiuto di tutti. Poche parole, pochi commenti ma più fatti. Bisogna portare gente a Sapri, non farla andare in altri posti è olto importante per tutti.
@p
appunto nn esistono più…..
secondo me invece bisognerebbe limitarle di nuovo..ma nn la quantità… ma nella differenziazione del prodotto…….
pietro, non solo turismo estivo, ma sapri centro di interesse soprattutto nei mesi invernali (come lo siamo sempre stato).piscina ok,cine-teatro ok ok, una Biblioteca ok,internet wi.fi ok ok palazzetto dello sport ok ok. e dimmi se e’ colpa dei commercianti. bisogna creare le strutture appetibili anche d’inverno. attirare persone a sapri da maratea lagonegro vallo del diano,ma se non hai strutture d’inverno fai la fame e subisci la concorrenza di vallo (teatro) e di lagonegro(cinema),
poverina la mia cittadina…..che fine che ha fatto……mah!possibile che questa fine dovevamo fare?cm faremo a riprenderci?veramente ve lo dico con tutto il cuore…………….
Premesso che chi scrive non e’ un esperto di economia,ma partiamo da questo semplice principio: l’economia non deve essere fatta per il benessere di pochi. Tutti noi facciamo economia ogni giorno: comprando, vendendo, scambiando ciò che ci serve per vivere. Il sistema economico è nostro e dobbiamo gestirlo al meglio. Detto cio’, e supponendo che siate d’accordo, come possiamo fare a riprenderci il sistema economico? Come possiamo tirarci fuori dalla crisi? Indubbiamente,come afferma Pietro siamo in pochi,Sapri deve crescere anche dal punto di vista demografico,ma proviamoci lo stesso.
I super esperti economici che parlavano del mercato globale e della globalizzazione promettendoci ricchezza, ora sono gli stessi che ammettono di essersi sbagliati. Deve esserci un modo, un modo semplice, che anche i non esperti possono capire. Un metodo si puo’proporre, una soluzione immediata basata su tre principi.
1) Pensare vicino
2) Produrre il necessario
3) Sostenere i piccoli
Procurarci quello che ci serve più vicino possibile, nei piccoli negozi, anche se il prezzo fosse leggermente superiore, sono comunque soldi che aumentano gli scambi locali, ricchezza che rimane vicino a noi invece che fermarsi in qualche banca lontana. Sono risorse che vanno al nostro vicino, che a sua volta avrà soldi per richiedere i nostri servizi ed acquistare le nostre merci.Tutto quello che si compra, si scambia o si dona localmente ci aiuta a sostenere la nostra comunità, i nostri amici, i nostri vicini e in definitiva noi stessi.E poi ci sono anche i vantaggi dell’occupazione locale. Qual’è la causa principale di una crisi? Poche persone controllano capitali enormi, queste poche persone perdono la fiducia nei mercati e smettono di investire.
Non si può far girare il mercato producendo prodotti per loro. Bisogna produrre per chi spende il 100% del suo capitale, non per chi lo tiene fermo.
SOSTENIAMO I PICCOLI.Riprendiamoci il nostro potere economico. Lo abbiamo dato ai grandi capitalisti, alla grande distribuzione, ai grandi marchi che in realtà non producono niente.
Come abbiamo fatto? Abbiamo comprato i loro prodotti, ci fidiamo di marchi che non hanno dietro alcuna produzione propria, diamo soldi a chi ne ha già tanti facendoli diventare sempre piu’ ricchi.
Sostenere i piccoli significa comprare direttamente dai produttori, sostenere le piccole imprese, aiutare chi produce piccole quantità.
Sostenere gli artigiani, i contadini, le piccole imprese di servizi i negozi di quartiere che possono fornirci prodotti di qualità. Le grandi imprese non fanno altro che servirsi di queste stesse persone, pagandole pochissimo e rivendendo il loro lavoro a prezzi stratosferici. Aiutare ed organizzare i piccoli produttori è un’impresa difficile, ma fra un pò sarà l’unica cosa possibile per vivere dignitosamente e consentire agli altri di fare altrettanto.
Condivido pienamente l’intervento di Antonio, Sapri deve ritrovare quella leadership
che nei lontani anni “60 deteneva.
Ancora una volta si demonizza la categoria dandole l’unica colpa del declinio di sapri!!! Noi commercianti ci dobbiamo svegliare ma nessuna associazione risolverà il problema di Sapri: l’esigenza di un organizzazione turistica seria! Poi anche noi commercianti dobbiamo capire che non si tornerà mai indietro….bisogna guardare il futuro…..bisogna cercare di conquistare la clientela con programmi di marketing, con siti internet……con programmazioni….quello che a sapri manca!! Ci sappiamo solo lamentare di un centro commerciale( che per me non offre niente di più di quello che si può trovare in 300 negozi esistenti nel paese) e non capiamo che se non decidiamo di organizzare un mega centro commerciale naturale che offre al turista e agli abitanti dei paesi limitrofi dei servizi che mancano…….non sui arriverà da nessuna parte!! Si le luci mancano a Sapri….ma perchè dobbiamo essere solo noi commercianti a pagare….le poche luci esistenti sono frutto solo di iniziative private!
Commerciante saprese.
Carissimo commerciante, Sapri è l’unico posto turistico dove chiudete alle 21.00 in agosto. Lo stesso farete durante le ferie natalizie. Le sembra normale?
@p e’ proprio per questo che …spero, serve l’associazione ad eliminare queste storture.forza commercianti sapresi !!
vedo che il “commerciante saprese” comincia a pensare bene…spero agisca presto…i centri commerciali funzionano perchè si trova tutto e si può anche fare altro (quello che c’è a Sapri è ancora al minimo) ma se comincia a creare all’interno l’intrattenimento diventerà una meta sempre più frequente non solo per comprare pasta e carne ma anche per passare il tempo…
outlet italia di Cazzullo spiega questo fenomeno… le piazze ora sono nei centri commerciali…
ma il centro coomerciale saprese ancora è molto embrionale per cui passeggiare tra corso lungomare e qualche piazza vera ancora potrebbe essere molto più piacevole dipende da voglia inventiva e soprattutto pensare al cliente fidelizzarlo…così anche se spenderà qualcosina in più deve capire che ne vale la pena…magari perchè gli viene offerto un servizio oltre che un oggetto…il marketig non è cambiato si è ipermediato.
saluti e vi auguro ogni bene.
Premetto che il mio intervento è probabilmente fuori tema ma prende spunto da quel che qui si commenta.
Penso che l’adeguata ottica di ragionamento, anche per affrontare le difficoltà e i bisogni di tutte le categorie, sia quella del sistema-paese, non lavorare con la lente di ingrandimento su una specifica categoria (sia essa quella dei commercianti, i giovani, gli studenti, gli insegnanti, i lavoratori).
Insomma, per sostenere i commercianti, gli studenti, gli insegnati, i giovani, i lavoratori forse la dimensione più adatta sarebbe quella della riflessione su Sapri, ossia che cacchio di futuro intravediamo per la variegata comunità di 7000 abitanti che risiede nell’ultimo lembo del Golfo di Policastro campano, che ruolo può recitare il paese nel suo complesso e, attraverso questo ruolo, esaltare le sue componenti sociali, le forze che esprime, le sue potenzialità. Tutti.
Unica avvertenza: dare risposte spot alle singole categorie “paga” molto di più in termini elettorali. Ragionare nell’ottica di medio-lungo periodo badando all’interesse di tutti, molto meno perché bisogna giocoforza proiettarsi oltre il periodo standard di una sindacatura. Ovviamente, però, in quest’ultimo caso la risposta sarebbe pienamente politica (nel più autentico significato etimologico del termine) e non biecamente elettoralistica.
Antonio, con il suo rapido sollecitare un ruolo per Sapri attraverso varie modalità, tocca a mio avviso il cuore della questione (che avevo provato a “provocare” quando avevo scritto in altro post che, al netto di tutte le magagne, dividersi su due piscine al posto di una era un accadimento molto singolare).
Scusate il pippotto, ma quando si parla di futuro ancora riesco a rianimarmi.
a Nicola Filizola:premesso che odio i centri commerciali, ma perchè dovremmo sostenere i piccoli, quindi te, pagando le cose di più? cosa ne avrebbe il consumatore in cambio?quello che non capite voi è che la crisi ha colpito prima il consumatore e poi voi.il tuo è un discorso egoistico, la grande distribuzione ha dato tanti posti di lavoro, voi avete dormito fino ad ora, vi svegliate solo ora che vedete intaccati i vostri interessi . Io non vi aiuterò a riprendere il VOSTRO interesse economico.
@nevogliamoparlare: concordo con il tuo primo post: ai commercianti sapresi servirebbe un po’ più di cortesia e qualche sorriso in più. I miei soldi li spenderei molto volentieri da chi mi mostra un po’ di gentilezza.
@p: hai ragione! basta andare a Palinuro per vedere che ad agosto i negozi stanno aperti fino a mezzanotte!!!
Inoltre credo che il centro commerciale c’entra poco in questa situazione: sono anni che le persone si spostano a Napoli o Salerno ma anche a Sala e Vallo per fare acquisti!!!!
insomma cari commercianti “aviti muri” complimenti a tutti.
Rispondo in ordine cronologico: p. e’ vero a Sapri i negozi ad Agosto li chiudiamo alle 21 di sera,ma ti posso assicurare che lo facciamo nostro malgrado,e con grande disappunto
poiche’ dopo quell’ora l’utenza si sposta in massa sul lungomare, che guarda caso e’ a pochi mt. dal Corso Garibaldi e dal Corso Umberto.Come fare per accontentare consumatori che vogliono avere la possibilita’ di fare acquisti anche di notte e nello stesso tempo commercianti insoddisfatti? E’ anche per affrontare queste problematiche che sta’ nascendo con successo l’associazione.
L’intervento di nevogliamoparlare e’ senza dubbio di buon auspicio,ed interpreta con una buona dose di intuito cio che vorremmo fare a Sapri per un rilancio economico e sociale.
Anche nelle affermazioni di semplicemente io ci vedo delle verita’.
Rispondo infine a padre gabrielli:l’interesse economico e’ di tutta la comunita’ non solo nostro.Vivere in un paese povero non giova a nessuno,neppure a chi povero non e’!
Prova ad immaginare: che effetto ti farebbe vedere le strade e le piazze di Sapri prive di negozi,senza le luci delle vetrine,svuotato di persone?
@nicola filizola
le volevo dare due consigli.il primo è ma perchè invece di caprire gli errori dalle pagine del blog lei risponde da saccente???inizia male.
il secondo:lasci perdere le critiche eccessive vengono di sicuro dai sapresi doc pieni di odio per il proprio concittadino,che sanno solo pettegolare e soprattutto di lavoro fanno per lo più gli impiegati…e che ne sanno!?
Le merci oramai si comprano in internet.
Tecnologia, abbigliamento, libri, musica, accessori e tante altre cose sono oramai troppo più convenienti se acquistate online.
Per molti prodotti alimentari noltre ci si può rivolgere direttamente al produttore saltando l’anello della distribuzione.
Il mondo sta cambiando, prendetene atto ed eventualmente cambiate mestiere.
sapri è morta,finita.va distrutta e rifatta da capo.ma da persone competenti,attente a se e agli altri.cacciamo fuori tutta la vecchia classe e ricominciamo.possiamo farcela.ma serve la collaborazione di tutti
ai commercianti sapresi,se per caso entra linus nei vostri negozi…. cacciatelo a pedate.!
Ripartire? Per dove?… Mi raccomando, biglietto di sola andata!!!