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  • on 15.10.2009
  • at 11:15 AM
  • by Tony

I Blog per Proteggere il Pianeta: La Nave dei Veleni: tutta la Storia! 0

Questo post viene scritto in occasione del Blog Action Day. Il Blog Action Day è un evento globale che coinvolge l’intero mondo dei blog, proponendo la scrittura di migliaia di articoli riguardo uno stesso, importante, problema deciso a priori ogni anno.

Il tema di quest’anno è il cambiamento climatico.

Nella nostra zona però di problemi relativi al cambiamento climatico ce ne sono molto pochi, pochissimi. Ma ultimamente qualcosa è venuto letteralmente a galla.
La Nave dei Veleni. Scorie radioattive, rifiuti tossici che fanno diventare il surriscaldamento delle acque il più piccolo dei problemi.

Per questo oggi riassumiamo tutta la vicende delle Navi di Cetraro in un unico post. Sperando di sensibilizzare sempre di più l’opinione pubblica, e chi di dovere, verso una catastrofe ambientale che pare messa in un cassetto chiuso a chiave.

Avevamo iniziato così:

Come smaltire i rifiuti radioattivi?
Una delle soluzioni praticate nel corso degli anni sembra proprio quella di caricarli sulle navi per poi farle colare a picco.
Una soluzione che evidentemente coinvolge livelli politici e malavitosi.

Ma quante navi di questo tipo abbiamo nel nostro mare? Per anni si è tentato persino di negare che quella di Cetraro fosse una nave. Ma la Procura di Paola ora ne ha la certezza, ha tutti i dati dei rilievi che lo confermano: è una nave, adagiata sul fianco, un fantasma che dorme.

E’ stato il pentito della ‘ndrangheta Francesco Fonti a confessare al giudice che rifiuti tossici e radioattivi sono finiti, come se ci fossero finiti per caso, in fondo al mare in un mercantile affondato davanti alla costa di Cetraro, in provincia di Cosenza.
Sabato un piccolo robot subacqueo della regione Calabria è sceso sul fondo e ha individuato un relitto che conferma la versione del pentito.
Fonti ha ammesso di aver affondato il Cunsky (ha pure un nome simpatico il mercantile) nel ‘92, con una carica di esplosivo montata sulla prua della nave. Nella stiva c’erano 120 fusti velenosi. Le immagini raccolte dalle telecamere del robot che ha ispezionato il relitto, sembrano confermarlo: “Dai filmati – ha detto il procuratore di Paola – sembra proprio che la nave affondata contenga ancora un certo quantitativo di bidoni”.

Un danno enorme per l’ambiente ma soprattutto un danno enorme per la salute. Per la nostra salute. La costa dell’Alto Tirreno Cosentino non sta avendo vita facile. A giugno partì una circolare con un divieto assoluto per la balneazione causa depuratori rotti [?!].
Il mare si presentava in alcune ore di colore marrone e a riva le meduse arrivavano morte. Ma la colpa non era dei depuratori? I depuratori fungevano solo da scudo.
La verità è riemersa insieme al relitto. Una verità che deve fare chiarezza e che non deve essere taciuta o cadere nel dimenticatoio come tanti fatti che accadono nel sud Italia.

E dopo tutto questo inferno nelle ultime ora aumenta la nosta paura; probabilmente c’è un’altro relitto nel mare di Maratea: “Yvonne” affondata nel 1992 assieme a 150 fusti di fanghi radioattivi.
E non c’è da stare tranquilli al contrario di quanto afferma l’assessore all’ambiente della CalabriaSilvio Greco: ”non ci sono problemi per la balneazione perché il carico si trova a molti chilometri dalla costa e a diverse centinaia di profondità”.
Allora spiegateci perchè abbiamo avuto tanti morti e molte persone di sono ammalate nella nostra località. Non servono, a scrollarci di dosso le paure, le parole del nostro sindaco Vito D’agostino, che in una intervista ha dichiarato che a Sapri non c’è una mortalità allarmante per tumoricancro, o leucemie (a dispetto di tutti gli altri sindaci del Golfo di Policastro che hanno denunciato questo fatto).
Uno o due decessi per tumore all’anno e altrettanti nuovi ammalati non è un dato che passa inosservato per un paese come il nostro di circa 7000 residenti!

Non copriamoci gli occhi con fette di prosciutto. Chi non ha osservato che in questi ultimi dieci anni molti dei nostri sapresi si sono ammalati; c’è chi ce l’ha fatta, chi sta lottando e chi,purtroppo, è morto.
 Nessuno dica che è pura fatalità. Non ci crediamo!
Che si faccia un’analisi delle nostre acquesi vieti la pesca nella nostra zona, almeno fin a sicura risoluzione del problema.

Qui si parla si salute, di vite umane, di tanta gente che si immerge in quell’acqua, che mangia il pesce pescato in quelle acque.
La mafia, la camorra, la ‘ndrangheta non sono le sole ad avere colpe. Qualcuno sicuramente sapeva, qualcuno aveva detto si a questo “progetto”.
Ora grazie a queste indagini forse uscirà fuori tutta la verità ma intanto molti calabresi, lucani e campani sanno che i loro bagni non sono stati e non saranno più sicuri. Qualcuno lo sapeva già.

Poi in seguito ci furono dei risvolti ancora più agghiaccianti:

Infatti dietro un oblò della nave gli inquirenti che analizzano i filmati del relitto hanno notato la presenza di resti umani, e più precisamente di teschi. A riportare alla luce questo orrore sono state le telecamere del Rov, il robot utilizzato dalla Nautilusper le ricerche.

Se confermati, questi avvistamenti potrebbero determinare una svolta nella lettura complessiva della vicenda che vedrebbe le navi non solo delle silenti enormi tombe di scorierifiuti radioattivi, ma anche dei sarcofagi per scomodi testimoni di un progetto delittuoso, come l’equipaggio della nave.

Dopo tutto questo trambusto, il silenzio. I telegiornali non parlano più delle Navi, il Ministero non si fa sentire, e i relitti restano in fondo al mare, assieme ai rifiuti tossici e forse ai corpi dell’equipaggio.
Allora i cittadini di Cetraro si stancano e decidono di farsi sentire:

Sono riusciti a spezzare letteralmente l’Italia in due. Abbiamo avuto così, per quasi tutto il giorno, un’Italia a Nord di Cetraro ed un’Italia a Sud di Cetraro.

Infatti i pescatori ed i cittadini del paese definito Città dei Veleni, grazie alla Nave dei Veleni affondata dalle mafie nel loro mare, si sono riversati sui binari della ferrovia bloccando così il passaggio di tutti i treni.

Tutti treni con passaggio previsto nella stazione di Cetraro sono stati soppressi dalla mattina.

I cittadini e i pescatori gridano aiuto allo Stato, si sentono abbandonati  (ndr ed hanno ragione) e per farsi ascoltare hanno deciso di utilizzare questa tattica. I pescatori sono in condizioni economiche disadagiate, lamentano il fatto che non vendono più pesce, e i cittadini si sentono presi in giro poichè non è stato fatto quasi nulla di quello promesso. Nemmeno l’analisi delle acque!

Dopo il fracasso e l’azzardo dei manifestanti sembra che la situazione si sia sbloccata in quanto il sindaco di Cetraro ha ottenuto di ricevere udienza dal Ministero che pare voler accogliere le giuste richieste dei cittadini.  (ndr speriamo)

Ancora oggi, non ci sono novità.

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