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  • on 17.09.2009
  • at 01:07 PM
  • by Tony

Non ho il biglietto e allora ti picchio! 48

“Biglietti prego!”
“Il biglietto non ce l’ho!”
“E come facciamo allora? Lo sai che senza biglietto c’è la multa da pagare, no?”

E scatta la violenza.

Si perché succede anche questo sui nostri amati/odiati treni. Sul regionale Sapri-Paola, nel tratto tra Sapri e Maratea, il controllore avevo appena chiesto il biglietto ad un ragazzo marocchino, con regolare permesso di soggiorno, quando il ragazzo lo ha aggredito senza motivo con calci e pugni. Forse voleva pagare in “natura”?! :D

Ad ogni modo, il ragazzo è stato fermato per fortuna da tre giovani della capitaneria di porto, che arrivati a Sapri hanno consegnato il “lottatore” alla Polizia ferroviaria. Uno dei tre è stato anche costretto ad andare in ospedale per curare le ferite riportate durante la rissa.

Mah!?!

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Ci sono 48 commenti in questo post

  1. vincenzo scrive:

    la nota positiva è che l’articolo non finisce con un ” non biasimiamo la Lega che vuole mandare a casa tutti gli extracomunitari”:D

  2. Tony scrive:

    @vincenzo: semmai avremmo scritto: “non biasimiamo la lega che vuole mandare a casa gli extracomunitari senza permesso di soggiorno” :D

  3. nap85 scrive:

    Cose da pazzi!!!Ormai comandano loro di quello che devono e non devono fare…se fosse per me lo rispedirei a calci e pugni al suo paese…

  4. lele scrive:

    un vero animale, è gente come questa che mette in cattiva luce anche gli immigrati onesti.

  5. Ciccio79 scrive:

    E inutile fare i buonisti ipocriti, in Italia c’è un problema con questa gente che ci ha letteralmente invaso.
    Da noi il problema non è particolarmente sentito perchè siamo in una zona “povera” con poco lavoro e quindi ce ne sono pochi, ma nelle città c’è pieno, a Milano e nei paesi dell’interland non si può uscire di casa la sera perchè è diventato molto pericoloso e perchè? perchè facciamo entrare tutti e di tutto, perchè in Italia c’è un alta percentuale di delinquenti extracomunitari in quanto sanno che da noi in qualche modo la si fa sempre franca e quindi preferiscono venire quì.
    Io sono per l’integrazione piena degli stranieri lavoratori e rispettosi delle regole, che devono vivere la loro vita dignitosamente assieme agli italiani.
    Chi viene a delinquere invece foglio di via senza mai più ritorno!!!

  6. vincenzo scrive:

    @ciccio79: il festival dei luoghi comuni

  7. Ciccio79 scrive:

    A volte la verità è un luogo comune.

  8. lele scrive:

    @ciccio79:concordo appieno.

  9. ivan scrive:

    “questa gente ci ha letteralmente invaso”. Attenzione. Le statistiche dicono il contrario: siamo sotto la media di molte nazioni europee quanto a percentuale di popolazione immigrata (anche considerando la più generosa stima di presenze irregolari). Nelle grandi città italiane, come è ovvio che sia, ce ne sono di più ma infinitamente meno che a Londra, Parigi, Madrid, Vienna, Lione, Dublino, Dusseldorf, Berlino e chi più ne ha più ne metta.
    Inoltre, il punto è sempre quello: il problema è che si commettono reati e la certezza/incertezza della pena o la nazionalità/provenienza di chi li commette? Io penso che la questione stia tutta nel primo punto e non nel secondo.
    La questione foglio di via…si potrebbe scriverne un trattato ma mi soffermo col taglione su un punto soltanto: per espellere dall’Italia uno straniero condannato (e, sottolineo, CONDANNATO, quindi sottoposto a giusto e regolare processo, a meno che a qualcuno piacciano i “respingimenti” di questo governo esecrati da mezzo mondo) bisogna essere certi della sua identità e bisogna che la nazione ricevente se lo voglia riprendere una volta accertato che si tratta di un suo cittadino. Perché di certo non li si può paracadutare da 4mila metri d’altezza. Altro punto: come ci ritorna il reo straniero al suo paese? Chi paga il biglietto aereo? E se il poveretto sporco zozzone straniero non ha i soldi per affrontare il viaggio lo vogliamo punire di nuovo?
    La questione, come si dice, è complessa, e penso non si dovrebbe prestare a facilonerie che puzzano di xenofobia.

  10. vincenzo amicarella scrive:

    devono uscire dal nostro paese oppure li trattiamo come loro trattano i nostri soldati nel loro paese….affondate le navi!!!

  11. PriscillaMapple scrive:

    @ivan: Condivido pienamente la tua riflessione… il problema è che il popol(in)o vuole cibarsi di pane e retorica, preferisce “risolvere” la questione senza vie di mezzo (affondiamo le navi!), però, per carità, non dite loro che un popolo “acquisisce spessore” quando affronta le problematiche responsabilmente, proponendo, partecipando nel rispetto della Costituzione e dei Diritti Umani (se ghè?).
    Ma poi, si sa, il cancro che sta divorando la nostra identità è l’immigrazione e non la subcultura da rialitisciò che fabbrica masse amorfe di consumatori di pensiero preconfezionato. E le lobby che vanno a braccetto con la criminalità organizzata, eh no, quelle non esistono, sono un’invenzione dei pazzi visionari come noi. E già. Viva l’itaglia e gli itaglianibravagente, come no.

  12. Tony scrive:

    @priscilla: concordo con quasi tutto quello che dici ma non mi dilungo stavolta nello specificare; faccio rispondere gli altri prima. Solo una cosa: Non è un problema “italiano”, nel senso che molte grandi nazioni stanno messe peggio di noi. è un problema europeo. In Francia sono molto più xnefobi di noi. Anzi, io azzarderei nel dire che siamo uno dei paese meno xenofobi d’europa. Il problema è un altro, è la nostra posizione geografica che fa dell’italia un contenitore di immigrati (quando parlo di immigrati, parlo di clandestini, gli altri, gli immigrati che lavorano o che studiano, per me non sono nemmeno immigrati, sono italiani). Il problema da risolvere è principalmente quello. I clandestini.

  13. vincenzo scrive:

    @: vincenzo amicarella: se la metti così, qualcuno potrebbe obiettare l’inutilità e l’inopportunità della missione del nostro soldato e di tutti i “latori” di pace

  14. paolo paolosi scrive:

    a tony:
    che l’italia sia meno xenofoba mi fa piacere, quello che non mi fa piacere è la tua folta capigliatura…che determina una sospetta somiglianza con Renzo, il figlio di U.Bossi.
    non puoi parlare con serenità dell’argomento

  15. PriscillaMapple scrive:

    @Tony: Appunto, il problema è la nostra posizione geografica, approdano da noi con l’obiettivo di recarsi nei paesi del nord Europa, dove ci sono comunità organizzate e integrate, leggi sul diritto d’asilo e leggi chiare, limpide, cristalline che vengono applicate, a prescindere dal colore della pelle e della provenienza geografica. Il problema del nostro paese è principalmente questo: non c’è certezza della pena, non ci sono leggi vòlte a risolvere il problema dell’integrazione, non c’è la volontà di combattere la causa ma l’effetto. Poi, chiaramente, con la Bossi-Fini e l’introduzione del reato di clandestinità, come abbiamo avuto modo di vedere/leggere, lo status di rifugiato politico non viene nemmeno preso in considerazione, quindi: son tutti clandestini. Poi, ci sarebbe tutto un discorso da fare sui “famosi” accordi con la Libia per risolvere la questione e l’accoglienza clownesca di Gheddafi nel nostro Paese, ma consentimi di rimandare… è ora di cena, tengo appetito (anche le Priscille mangiano) :)

  16. PriscillaMapple scrive:

    @paolosi: !!! che matto che sei… :D

  17. ivan scrive:

    Tony, attenzione. I clandestini l’attuale legislazione li crea. Ricordo solo alcuni aspetti: puoi entrare in Italia solo se hai già un lavoro (roba da manicomio), il permesso di soggiorno lo perdi se perdi il lavoro e lo stesso permesso di soggiorno ha tempi di rinnovo biblici fanno nel frattempo del richiedente un clandestino. L’Italia, al momento, non affronta né la questione di un regolare ingresso nel Paese, nè quella relativa a un percorso di regolarizzazione ragionevole e umano.
    L’Italia è un ponte nel Mediterraneo ma lo è pure la Spagna, e pure la Grecia. Inoltre la Germania è un portone nel cuore dell’Europa… insomma, non è semplicemente questione di collocazione geografica. Altrimenti l’Italia scoppierebbe di immigrati e così non è (Austria e Svezia ne hanno in percentuale molti più del nostro Paese e non sono così vicine a chissà quali fonti di immigrazione). Inoltre ricordo che, sono stime ministeriali, solo il 10-15% degli immigrati entrano irregolarmente via mare.
    In tutta onestà, non mi arrischierei nemmeno sul terreno della maggiore o minore xenofobia nostra o francese o tedesca o quel che si vuole. Bado ai fatti, e al momento siamo il Paese che ributta la gente in mare o la riconsegna agli aguzzini, che ci mette un anno per rinnovare il permesso di soggiorno, dove aggrediscono stranieri tutti i giorni e in tutti i posti e la cosa viene considerata “fisiologica” (anche negli altri Paesi ci sono aggressioni xenofobe ma nessuno le considera in qualche modo “normali” accampando risibili attenuanti quali l’esasperazione, il loro numero, il fastidio e invocando per questo una certa bonaria comprensione nei confronti dell’aggressore), dove c’è una forza di GOVERNO che un giorno sì e l’altro pure dice e fa cose gravissime sul tema dell’immigrazione. Caro Tony, questo, in questo momento, anche siamo. E me ne vergogno.

    n.b. ribadisco che se uno commette un reato deve pagare; della nazionalità o provenienza me ne frego alla grande.

  18. paolo paolosi scrive:

    a tony bossi:
    ti abbiamo bruciato la copertura…puoi dichiararti adesso, sei fra amici..anche se sei al soldo delle massonerie lombarde. comunque la battaglia è iniziata.
    POTERE AI BARBIERI!

  19. Tony scrive:

    @paolo paolosi: da quando tempo non mi vedi? i capelli folti sono storia vecchia! :D E la prossima volta che mi paragoni ad un culattone raccomandato come bossi junior di banno! :D eheh scherzo… ma manco tanto..essere paragonato a quello mi fa un pò ribrezzo. fosse almeno bello smorzerebbe la faccenda. :D

  20. ciccio di nonna papera scrive:

    @tony: no no, tu e “la trota” dite le stesse cose sui napoletani. :P
    e si potrebbe anche fare un bel discorso sulla fenomenologia tricotica nella blogosfera glocale, con una postilla dedicata ai barbieri di Sapri e al loro ruolo fondamentale nel mantenimento dell’identità e nella diffusione di notizie e di opinioni nella sfera personale e di contatto umano.
    in altre parole: i capelli te li fai a Sapri? Se non lo fai, dovresti, perchè è lì che si apprendono i veri pettegolezzi e si capisce cosa si pensa a Sapri.
    se già lo fai, cambia barbiere.
    perchè da domani ci trovi Paolino Paolosino in pellegrinaggio tutti i giorni finchè non ti vede comparire.
    :P

  21. ciccio di nonna papera scrive:

    @ivan: ti scavalco a sinistra: tu invochi la certezza della pena, io dico che la costituzione afferma che la pena deve tendere alla riabilitazione.
    il ruolo del carcere non è semplicemente punire, ma restituire alla società, per quanto possibile, un cittadino produttivo nei limiti delle sue capacità.
    i carceri italiani questo non lo fanno, tranne pochissime eccezioni. sono strapiene di extracomunitari o di detenuti il cui reato è in qualche modo legato alla droga. i carcerati vagano da un carcere all’altro fino alla liberazione, parlando solo ed esclusivamente dei reati commessi o da commettere.
    quando si arresta un extracomunitario è più che probabile che quello che è dentro per una sciocchezza dettata dall’impulso, da un difficile momento psicologico o dalla necessità, diventi un criminale vero e proprio, un individuo pericoloso.
    le carceri funzionano al contrario.
    ignorare questo fatto non solo è sbagliato, ma è dannoso per l’incolumità di tutti.
    oppure si decide che si sopprimono tutti i delinquenti, italiani e extracomunitari, visto che si è deciso che sono tutti inutili e irrecuperabili.

  22. Tony scrive:

    @ciccio dnp: e allora paolino rimarra a bocca asciutta perchè i capelli non li taglio dal barbiere ma privatamente. Ho una cugina parrucchiera molto brava e ne approfitto. :D
    E comunque paoletto, non mi trovo a Sapri ora.

  23. Ciccio79 scrive:

    C’è una differenza fra gli immigrati che stanno in Italia e la maggior parte di quelli che invece stanno negli altri paesi europei.
    Nazioni come Francia, Gran Bretagna, Spagna etc. hanno grandissime comunità straniere che ormai sono integrate da generazioni poichè è stato il prezzo che questi stati hanno pagato per il loro storico colonialismo.
    In Francia ad esempio ci sono moltissimi algerini, marocchini e tunisini, ricordando che dopo l’epoca coloniale ancora oggi in questi stati il francese è la seconda lingua che conoscono praticamente tutti.
    In Gran Bretagna ci sono addirittura grandissime comunità di indiani e pachistani ma anche di vari stati africani; anche in tutti questi stati la seconda lingua è l’inglese e lo parlano tutti, anzi in molti stati africani l’inglese è rimasto la lingua ufficiale!!!
    Le colonie italiane oltre alla lontana Eritrea flagellata nei decenni da guerre e povertà estrema, possiamo contare la Libia che invece è stata sotto la dittatura ed ha avuto una storia differente per cui non c’è stato un flusso migratorio in passato.
    Negli altri stati europei c’è stato l’afflusso di massa degli stranieri già negli anni 60-70.
    Da noi i primi negli anni 80 sono stati i marocchini, i famosi “vù cumprà”, poi negli anni 90 gli albanesi, di seguito ci sono state le ondate di romeni, ucraini, pachistani, bengalesi e cinesi.
    Quindi c’è una differenza di fondo, questa gente non aveva nessuna sorta di legame coloniale col nostro paese, e la stragrande maggioranza è arrivata senza conoscere nemmeno un pò la nostra lingua.
    Lo stato italiano non è stato in grado fin dall’inizio di gestire la situazione degli stranieri in maniera decente e quando sono iniziati gli arrivi di massa la situazione è sfuggita subito fuori ogni controllo.
    Oggi, lo straniero extracomunitario clandestino nel momento che viene fermato, gli viene dato un foglio di via, non è che lo si prende e lo si scorta fino ad una nave o aereo che lo riporta in patria, gli si dice solo che deve andare via.
    Con questo sistema l’Italia è zeppa di clandestini che non se ne vanno mai.
    Il paragone non si deve fare con quanti stranieri ci sono in Italia o negli altri stati europei, lo si deve fare con quanti saranno i clandestini, e poi facciamo un confronto della popolazione carceraria in Italia e in Europa.
    Io non dico che tutti gli stranieri sono delinquenti, dico che la situazione drammatica che affrontano porta a molti di loro inevitabilmente a commettere errori, perchè cosa fai se non hai soldi per mangiare e non riesci di lavorare?
    Poi ci sono molti che sapendo che in Italia esiste uno stato disattento da repubblica delle banane ma con un tenore di vita comunque superiore ai loro paesi, vengono deliberatamente con l’intento di fare malefatte.
    Per quel che riguarda i respingimenti delle imbarcazioni non sono umanamente daccordo, poichè molti di loro arrivano dal regime e non possiamo rimandarli indietro senza avere garanzie di ciò che gli accadrà!!! e non possiamo rimandarli indietro nelle condizioni in cui arrivano, cioè con gli stenti della sete ed a volte in fin di vita, altre volte cadaveri.
    Dico però come mai tanto grido internazionale allo scandalo oggi perchè lo fa l’Italia, e nessuno ha mai detto niente a Malta? e a tutti gli altri civilissimi paesi che adottano le stesse misure?
    Insomma se in Italia le cose avessero funzionato dall’inizio oggi non ci sarebbe questa situazione inaccettabile, perchè il problema c’è ed è oggettivo, e soprattutto è una situazione ingestibile perchè lo stato anche avendo in mano tutti i clandestini, è un dato di fatto che comunque non potrebbe mai permettersi di rimandarli tutti via proprio per problemi economici.
    Con questo prima che pensiate che sono un razzista voglio dire che ringrazio tutti gli extracomunitari bravi onesti e lavoratori, che vengono a svolgere moltissimi lavori che tantissimi italiani si rifiutano di fare.
    In oltre per me l’integrazione significa che gli stranieri devono vivere e socializzare agli italiani e assolutamente MAI ghettizzarsi come tendono a fare i cinesi.
    Fossi presidente del consiglio proibirei il ghettizzare di comunità, perchè si chiudono in se e non si integrano al 100% con la società italiana.
    Io sono amico di diversi extracomunitari e non mi importa il colore della loro pelle o la loro religione, a me importa come per le conoscenze italiane che quella persona sia o no una brava persona.
    Le persone vanno valutate per ciò che fanno e non per dove vengono.
    Però far finta che in Italia gli stranieri siano tutti dei perseguitati è una sciocchezza cattocomunista.

  24. ciccio di nonna papera scrive:

    @ciccio79: dire che la Francia è un esempio di integrazione mi sembra una cosa poco esatta. In Francia la tensione sociale è molto alta (ricordi le banlieu?), e il problema si ha soprattutto con le seconde e terze generazione di immigrati (che, come giustamente noti, sono figli del colonialismo). questi ragazzi oggi non si sentono nè francesi nè algerini: vivono ai margini, rifiutano l’integrazione che viene vista come un colonialismo di ritorno e al tempo stesso non parlano la lingua dei padri e dei nonni, non riconoscendo le tradizioni.
    noi abbiamo una ventina d’anni di ritardo. il problema non è tanto con gli adulti, sarà con quelli che oggi sono bambini se non si attuano politiche di integrazione vera.
    e mettere un tetto agli stranieri nelle classi delle elementari, ad esempio, o fare le classi ponte, è il modo migliore per crescere dei futuri disadattati.
    i cinesi non si integrano, è vero.
    ma non ci lamentiamo se i loro figli, che freuentano le nostre scuole, neanche lo faranno, date le premesse.
    o vogliamo tutto e subito? l’integrazione è un processo lento e la fai soprattutto con i bambini nelle scuole. semini oggi e raccogli, se va bene, domani.
    spero che non bollerai le mie parole come sciocchezze cattocomuniste.

  25. Ciccio79 scrive:

    Scusa ma dove l’hai letto che la Francia è un esempio di integrazione? no perchè io non l’ho detto da nessuna parte.
    Il nostro “ritardo” è dovuto solo ad una situazione storica e sociale differente come ho detto nel mio precedente.
    Le classi, secondo me è giusto che non vi siano classi formate solo da extracomunitari, e che invece vadano inseriti in classi miste con una maggioranza di italiani proprio per quel processo di integrazione di cui parlavamo e quindi il non ghettizzarsi (cosa che succederebbe mettendoli in classi riservate a loro).
    Può sembrare strano, ma secondo me è ecessario italianizzarli, nel senso che devono necessariamente abbracciare la nostra cultura pur mantenendo il max rispetto per le proprie origini.
    Vedi, i figli degli immigrati si sentono italiani, visto l’episodio dell’altro giorno della ragazza marocchina uccisa dal padre per i suoi comportamenti “occidentali”? per la ragazza era normale mentre il padre ed anche la madre sono attaccati ad una “cultura” diversa che non ammette stravaganze ma piuttosto la morte.

  26. ciccio di nonna papera scrive:

    @ciccio79: scrivi: “dove l’hai letto che la Francia è un esempio di integrazione? no perchè io non l’ho detto da nessuna parte.”
    scusa. mi sembrava di si.
    “Nazioni come Francia, Gran Bretagna, Spagna etc. hanno grandissime comunità straniere che ormai sono integrate da generazioni poichè è stato il prezzo che questi stati hanno pagato per il loro storico colonialismo”.

  27. Ciccio79 scrive:

    Sono in qualche modo integrati si, ma non ho detto che la Francia sia un esempio.

  28. ivan scrive:

    Per ciccio 79.
    Sono lieto che tu abbia precisato meglio il tuo approccio alla questione dell’immigrazione, ridimensionando quel “questa gente che ci ha letteralmente invaso” e precisando la tua idea sul foglio di via.
    Non sono ancora d’accordo sulla tua analisi della pecularità italiana nella questione dei flussi migratori perché, anche in questo caso, la cause storiche che individui mi paiono sbagliate. Austria e Svezia, per fare un esempio, non hanno mai avuto colonie, eppure sono tra le nazioni europee con la maggiore percentuale di immigrati, immigrati di lingua totalmente differente dallo svedese o dal tedesco (per lo più popolazioni slave). Inoltre pensiamo alla Germania: i flussi migratori da cui è interessata non hanno alcuna relazione con l’avventura colonialista tedesca eppure ha una percentuale di popolazione immigrata superiore a quella italiana.
    L’immigrazione copiosa in Austria e Svezia (e in buona parte vale lo stesso per la Germania se guardiamo a turchi, polacchi e slavi) ha inizio nello stesso periodo in cui inizia il fenomeno massivo in Italia. Quindi, anche qui, la causa storica che dovrebbe far risaltare una qualche peculiarità italiana, mi pare non regga. Così come non regge l’immagine di una Italia piattaforma di ingresso degli immigrati in Europa e per questo invasa: è lo stesso Ministero dell’Interno a spiegare come solo il 10-15% degli immigrati entri via mare nel nostro Paese. La stragrande maggioranza entra in Italia con aereo, auto, pullman, con un regolare visto d’ingresso a scopo turistico. Scaduto il quale si diventa clandestini.

    Condivido però buona parte dei rilievi che fai sui problemi causati dal malfunzionamento della giustizia e sulla ghettizzazione. Nel primo caso, però (è una mia fissa), non mi concentrerei solo sui reati degli immigrati ma sui reati tout court. Non vedo infatti perché dovrebbe essere peggio se mi borseggia un maghrebino invece di un saprese.
    La ghettizzazione, per entrare nel merito, la crea anche l’attuale legislazione sull’immigrazione (anche tu fai notare come l’attuale sistema di espulsione sia ridicolo) e la crescente intolleranza di questo Paese. E non aiuta affatto avere dei governanti dal chiaro, netto, inequivocabile atteggiamento xenofobo.

    In definitiva, sì, come dici tu molto probabilmente l’Italia ha sbagliato molto nella gestione dei fenomeni di immigrazione E, secondo me, continua a sbagliare alla grande. Ma i riferimenti alle invasioni, il soffiare sull’esasperazione sociale non sono opportuni perché non risolvono nulla. Anche a noi semplici utenti di un blog è richiesta responsabilità.

  29. pedro alvarez cabral de sousa scrive:

    quoto in toto ivan….con una piccola precisazione.
    Le comparazioni, per poter essere efficaci sul piano analitico necessitano essere contestualizzate.L’eziologia del fenomeno migratorio non puo essere spiegata esclusivamente “dati alla mano”, perche altrimenti i dati perdono la loro oggettività e si colorano delle sfumature che piu ci piacciono.Gli esempi di altre nazioni sono importanti ma non esaustivi perchè ogni paese ha una sua propria identità formatisi nel corso dei secoli e degli eventi in essi contenuti.Paragonare tout court la politica immigratoria di germania e svezia con quella italiana puo dare ottimi spunti solo se si tiene conto delle differenze:il fatto che la Germania abbia dato lavoro all’inizio e residenza a circa 3 milioni di turchi non deve far credere che questo possa essere fatto in Italia con le medesime modalità e sopratutto conseguenze, quel gesto serviva anche alla germania, sia in termini di forza lavoro ma sopratutto in termini di espiazione rispetto ai danni dell’olocausto.

  30. Ciccio79 scrive:

    @Ivan
    Le cause storiche di Francia e Gran Bretagna in particolare che ho citato non sono sbagliate.
    Non per tutti i paesi europei naturalmente il postcolonialismo è stato causa di immigrazione (vedi noi), o comunque non necessariamente l’immigrazione è un fenomeno conseguenziale solo al colonialismo.
    La Germania, anzi la ex Repubblica federale tedesca ha avuto negli anni 60 una fortissima esigenza di manodopera e così moltissimi turchi hanno avviato quel flusso migratorio che ha fatto si che oggi ci siano in Germania 2 milioni di turchi o di origine turca.
    La Turchia era legata storicamente alla Germania dall’economia, vedi la ferrovia Berlino-Costantinopoli-Bagdad che fece si che la Germania fosse indipendente verso il medioriente dal commercio marittimo che era quasi esclusivamente egemonia inglese; in oltre la Turchia combattè accanto alla Germania anche nella prima guerra mondiale.
    Comunque in Germania ci sono molti immigrati anche di seconda e terza generazione provenienti da altri stati Italia compresa.
    L’ Austria e la Svezia non hanno quella storicità come dicevi tu, però comunque hanno avuto moltissimi immigrati perchè comunque essi hanno contribuito a rafforzare la manodopera come per la Germania.
    Il rapporto che dico io con l’Italia è un altro, noi non possiamo parlare di clandestini in Italia e qualcuno ci risponde che negli altri paesi europei ci sono più stranieri; noi dobbiamo fare un confronto con quanti irregolari si stima ci siano in Italia e quanti negli altri stati, in oltre confrontare la popolazione carceraria in Italia con quella degli altri stati europei, e non dico questo per dire che gli immigrati “cattivi” vengono solo in Italia, lo dico perchè se la situazione da noi è evidentemente peggiore che altrove la colpa va ricercata ancora una volta nella nostra incapacità governativa.
    Non trovo giusto che l’Italia debba sostenere la spesa e il sovraffollamento delle carceri a causa di immigrati clandestini che dovrebbero scontare le pene nelle carceri di casa loro.
    Non trovo giusto che si arrivi al livello di degrado che si è arrivati nelle città perchè c’è moltissima gente extracomunitaria che non ha dove fare neanche i propri bisogni più elementari, e tutto questo per causa di un mancato controllo dell’ordine fin dai loro arrivi.
    Da queste situazioni emergono molte conseguenze negative del tipo:
    1 La delinquenza diretta dagli extracomunitari, quella spicciola, di strada, furti, spaccio etc.
    2 Lo sfruttamento da parte di associazioni malavitose italiane o straniere stesse, sia per prostituzione ad es. ma anche lo sfruttamento di manodopera per i braccianti agricoli o tipo gli operai cinesi.
    3 Il diffondersi della xenofobia, perchè nel momento in cui vedi che c’è chi insudicia letteralmente l’ambiente in cui sei nato e cresciuto, è normale che vi sia un aumento dell’intolleranza.
    La soluzione? solo il rispetto della legge ed una politica rispetto agli immigrati giusta ma ferma.
    (Poi io personalmente sarei anche per riaprire le case chiuse legalizzate) : )

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