Archive luglio 2009

Elezione di Mister Golfo Fitness a Sapri 17

Oggi SapriBlog.com da una bella notizia a tutte le nostre lettrici. Domani sera a Sapri ci sarà un concorso di bellezza tutto al maschile.
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A Sapri, Razzismo o Esasperazione? 57

Girovangando alla ricerca di notizie, ieri mi sono imbattuta in un articolo di Mario Fortunato su il Mattino che raccontava di un fatto avvenuto a Sapri forse poco discusso.
Durante la festa serale di San Francesco, c’è stato un insolito blitz della polizia urbana nei confronti delle “bancarelle nere”. La retata è stata insolita dicevo non per il puro avvenire, ma quanto per il modus operandi dei vigili urbani che arrivati a sorpresa con la loro camionetta hanno letteralmente acciuffato i venditori ambulanti e sequestrato loro tutta la merce. Fin qui tutto normale, ci sta. Il problema è che la merce è stata bruscamente gettata nel cassone della camionetta comunale come fosse spazzatura. Inoltre, mentre si era creata la solita folla di curiosi uno dei venditori africani si è messo in ginocchio a supplicare i vigili per riavere la propria merce. 
Una scena dunque plateale e forse esagerata da ambedue le parti (vigili ed ambulanti) che ha avuto la sua origine, il suo movente da una petizione di 72 firme dei commercianti di zona inviata all’amministrazione comunale giorni prima. I commercianti locali incolpavano i venditori ambulanti, il mercato settimanale e i negozi cinesi dei loro scarsi guadagni. Dunque dopo le proteste è arrivato il blitz. 
Sinceramente a me questo fatto sembra tutto un “casotto”. Perché se i commercianti di zona guadagnano poco non è certo colpa dei venditori ambulanti o del mercato o dei negozi cinesi. La colpa è, scusate la schiettezza, tutta loro.
I venditori ambulanti in quanto irregolari vanno fermati e fatti sgomberare, ma TUTTI gli ambulanti, non solo gli africani, anche i napoletani e calabresi che in mezzo la passeggiata vendono braccialetti luminescenti, batterie per cellulari e altra merce senza il marchio cee e senza autorizzazione. Ma metterei la mano sul fuoco che se sparissero dalla faccia della terra tutti i venditori irregolari, le economie dei commercianti che hanno protestato non migliorerebbero. Ci sarebbe ancora il mercato e ci sarebbero (e saranno sempre di più) i negozi cinesi. Il problema, non sono loro, il problema è la scarsa competività dei negozianti sapresi che non fa nulla per migliorare le cose, se non lamentarsi. Se il cittadino preferisce andare al mercato a comprare un paio di scarpe o una t-shirt o anche le mutande il motivo è da ricercare nei prezzi forse fuori mercato dei negozi, negli scarsi accorgimenti che potrebbero distinguere un negozio da una bancarella e nella scarsa organizzazione. A Sapri non esiste un’organizzazione dei commercianti, non esiste un consorzio, non esiste un “lavorare assieme per lavorare meglio tutti”. Tra i negozianti di Sapri non esiste cooperazione. Sono cani sciolti, ognuno con le sue idee e quasi nessuno con una buona idea. Ognuno convinto che i propri prezzi siano competitivi, ognuno convinto che la propria attività sia la migliore. La presunzione non porta lontano, anzi, la presunzione porta al mercato e ai negozi cinesi.
E allora forse non è stata una scena di razzismo quella vista la sera della festa di San Francesco, forse è stato un atto di esasperazione da parte di un gruppo di negozianti sapresi che, rappresentata dai vigili urbani, non ha altre soluzioni, non riesce a dare altre motivazione alle loro scarse entrate se non quella di trovare un capro espiatorio e decidere di “punirlo”. 
La legalità va rispettata e i venditori irregolari fermati, ma l’economia va studiata e rincorsa. Il lamento non è una via di salvezza ma solo una spinta verso il baratro.
Cari commercianti sapresi, datevi da fare, svegliatevi perché tra centri commerciali, mercati e negozi cinesi la concorrenza è spietata. Aprite gli occhi e rimboccatevi le maniche perché il mercato è un mare pieno di pesci, dovete solo cambiare amo.

Girovangando alla ricerca di notizie, ieri mi sono imbattuta in un articolo di Mario Fortunato su il Mattino che raccontava di un fatto avvenuto a Sapri forse poco discusso.
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Finalmente Sapri ha il suo concerto del 31 luglio. 12

Dalla ormai improbabile Alessandra Amoroso ai sicuri Dirotta su Cuba. Il 31 luglio a Sapri finalmente ha un concerto certo.
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La traversata in auto Sapri-Capitello 19

Lo scorso week-end noi di SapriBlog ci siamo imbattuti in uno di quei viaggi in auto da esodo estivo. Tutto normale, tutto previsto. Sapevamo che per la “traversata” Sapri-Roma ci saremmo dovuti mettere l’anima in pace ed aspettarci la solita ora di traffico nel tratto della Salerno-Reggio Calabria stretto a due e poi ad una corsia nei 7 kilometri di nei pressi di Sicignano. Eravamo preparati, avevamo scorte d’acqua, pocket coffee in abbondanza e un sacco di te freddo! :D Eravamo preparati a passare una discreta oretta immobili in coda tra i turisti che tornavano nelle loro rispettive città. “Va bene così” avevamo pensato, “tanto traffico, tanti turisti che sono stati in vacanza nella nostra terra”. 
Eravamo preparati dicevo. Quello a cui non eravamo preparati era l’immensa, selvaggia coda di 50 minuti tra Villammare e Capitello.
Partiti da Sapri alle 19 ci troviamo, appena svoltato l’angolo, siamo subito in coda. Ecchecacchio! Nemmeno siamo partiti.
Iniziamo a porci domande sul perché di quel lungo serpentone, proviamo ad immaginare che sia dovuto alla festa di San Francesco a Sapri che fa muovere i cittadini dei paesi limitrofi verso la Città della Spigolatrice, ma ci sembrava una giustificazione poco credibile viste le condizioni dell’ingorgo. Non riusciamo a dare una giusta causa a quel traffico fin quando non ci viene in mente che a Capitello la statale 18 è crollata. Letteralmente crollata in mare. E a questo punto che vorremmo iniziare a fumare come turchi e ad imprecare contro qualsiasi cosa. Perché diavolo una strada ad alta frequentazione come lo è la statale 18 nei mesi estivi, debba ogni anno avere un disagio in più? Non bastavano le auto parcheggiate in doppia o terza fila di fronte al discount Alvi a Sapri, non bastavano le uscite pedonali dei campeggi colme come un corso durante i saldi, ora anche il semaforo. È mai possibile che per percorrere la distanza tra Villamare e Capitello ci si debbano impiegare 50 minuti?! Non sarebbe stato meglio dirottare il traffico all’interno del paese di Capitello e ridurre la statale ad un solo senso di marcia? I lavori di messa in sicurezza del muro di sostegno crollato sul litorale di Capitello sono dei lavori necessari ed urgenti e su questo non ci piove nemmeno in una giornata di temporali. Ma visto che, come è solito fare dalle nostre parti, i lavori sono iniziati anche in ritardo per questioni burocratiche che hanno interessato addirittura la Magistratura perché non usare un po’ di zucca ed aprire il passaggio all’interno del paese? 
Ah già, per le zucche non è stagione! L’estate nel golfo è solo stagione di zucconi!

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Nuovo allenatore per il Sapri Calcio a 5 0

Il Futsal Sapri si prepara alla stagione 2009/2010, ufficializzando il nuovo allenatore. Si tratta di Salvatore Camporeale, quarantenne di Sala Consilina, la scorsa stagione in forza al San Gregorio, compagine che si è imposta proprio nel girone del Sapri. Deve ritenersi, quindi, un tassello fondamentale nella programmazione della nuova stagione per una Società di calcio a 5, come quella saprese, che si sente finalmente matura per il salto di categoria.
Nel frattempo, sta per partire la vendita dei tagliandi relativi alla prima lotteria Futsal sapri, che avrà ovviamente lo scopo di finanziarsi, e che vedrà come premi:
un soggiorno per 2 persone in una capitale europea a scelta per un week-end, un mini Pc, un buono acquisto presso la boutique Martorelli.

Il Futsal Sapri si prepara alla stagione 2009/2010, ufficializzando il nuovo allenatore.
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Il lungomare di Sapri: il “lungocantiere” [prima parte] 66

Il muretto. Ogni generazione ha avuto il suo muretto. Ogni cerchia di ragazzi, ogni gruppo di vecchietti con tanto di mazzo di carte, ognuno nel proprio immaginario ha dei ricordi legati al muretto. A Sapri tutti hanno avuto lo stesso. Un unico muretto che ha fatto da legame, da collante ad intere generazioni. Un muretto che ha fatto nascere e finire amori, sbocciare amicizie e che ha visto litigi plateali. Un muretto che ha guardato crescere ed invecchiare sapresi e non e che ora sta pian piano scomparendo. Una scomparsa lenta e inarrestabile, un addio sadico per il modo in cui sta consumandosi.
I lavori per il rinnovo della passeggiata del lungomare erano previsti e ben accolti da tutti. Finalmente Sapri avrebbe avuto un lungomare coi fiocchi. Finalmente dei lavori turisticamente utili. Finalmente.
Finalmente che?! Finalmente in questo caso è il termine meno appropriato da utilizzare. Questo avverbio che in sè racchiude un sospiro, una conclusione, un sollievo non ha nulla a che vedere con i lavori di “restauro” del nostro lungomare. Finalmente un corno! È più giusto dire “inizialmente”. Si, perché i lavori sono solo all’inizio, seppur cominciati non da poco. I lavori sono indietro e l’estate è bella che iniziata. Ma la cosa che fa più sorridere è che i lavori sono sì indietro, ma pianificati per esserlo. Lasciare il lungomare in versione “work in progress” durante la stagione estiva era nei piani, era programmato. E allora il primo lamento viene proprio dalla data di consegna dei lavori: aprile 2010! Giusto per goderci il nuovo lungomare alle porte della profezia maya (che sia in realtà il completamento del lungomare l’era dell’acquario tanto attesa? :D ). Come può un comune turistico passare un’intera estate senza il suo lungomare? Come può pianificare dei lavori di restauro totale decidendo che le vacanze estive e quelle natalizie possano scorrere tranquille nonostante la passeggiata principale ridotta a quella maniera? 
Per di più, un cartello grande come un poster pubblicitario recita “Scusate il disagio, lavoriamo per voi” ma se poi ci si guarda un attimo attorno si nota che al lavoro non c’è proprio nessuno. Allora perché non metterci anche una bella faccia sorridente su quel poster che lasci intuire “ehi, tu che leggi, lo sai che ti sto prendendo in giro?”
Il motivo per cui i lavori siano fermi, immobili, bloccati a noi non interessa. Perché anche se dipendente da forze superiori come finanziamenti bloccati o robe simili, il comune doveva mettere le mani avanti, doveva avere un piano B necessariamente. Non si possono iniziare dei lavori del genere senza poter dare ai cittadini la garanzia di portarli a termine. E di sicuro il piano B non può essere un lungomare lasciato in quello stato.
Eliminando il muretto si allargherebbe la passeggiata ed il lungomare prenderebbe più aria, avvicinandosi al design cittadino più all’avanguardia e molto più minimalista. Pavimentando la passeggiata ed eliminando l’asfalto precedente sembrerebbe più pulito ed in ordine. C’è chi è d’accordo con questa visione e chi vorrebbe il muretto lasciato li, intatto, perché gli va bene così com’è (e di questo si parlerà nella seconda parte di questa inchiesta), fatto sta che se privi il cittadino di qualcosa di funzionale anche se brutto e fuori moda, devi garantire (tu Comune) qualcosa di altrettanto, se non più, funzionale. Di conseguenza viene da se il non poter trascorrere un’estate, già difficile per via della crisi, senza un lungomare al massimo delle sue possibilità.
In attesa di altre notizie al riguardo, ed in attesa di qualche “parola ufficiale”, SapriBlog resta a guardare. Si porta la sua bella sediolina da casa e si siede di fianco al cantiere, come un simpatico anzianotto a guardare i lavori, anzi, ad immaginare dei lavori che non ci sono.
Continua…

Il muretto. Ogni generazione ha avuto il suo muretto. Ogni cerchia di ragazzi, ogni gruppo di vecchietti con tanto di mazzo di carte, ognuno nel proprio immaginario ha dei ricordi legati al muretto.
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