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  • on 17.07.2009
  • at 09:30 AM
  • by Tony

Impreditoria: a Sapri qualcosa si muove ma forse si muove male 71

Premetto subito una cosa: SapriBlog non è una testata giornalistica, né tantomeno economica o specialistica; di conseguenza quello che state per leggere è semplicemente un’opinione. L’opinione di SapriBlog su quello che sta accadendo a Sapri nel mondo dell’impreditoria. 
Nell’ultimo periodo c’è stato molto fermento nella città della Spigolatrice che ha visto il susseguirsi di attività neonate sbocciare un po’ qui, un po’ li. 
Dal centro commerciale Le Ginestre, nel territorio di Vibonati, ai lavori di quello che sarà un nuovo supermarket nei pressi del cementificio. Ma le aperture che fanno più piacere ai giovani e a chi cerca qualcosa di diverso dai soliti conosciuti locali, sono sicuramente i tre nuovi lidi inaugurati poco prima della stagione estiva.
Questi sono il nuovo Lido Lazzarella, il Movida e il XXXXXX. Tutto questo “fiorire” di attività non può che far bene al turismo locale, questo cercare di avvicinarsi, di somigliare alle località turistiche più ricercate non può che portare benefici al paese. Ho usato il verbo al presente dicendo “non può” ma in realtà andrebbe usato un orrendo condizionale che lascia intendere, ancora e come sempre, che le cose a Sapri si fanno, ma si fanno male. Nuove attività turistiche a Sapri, nuovi locali somiglianti a quelli classici e più famosi delle coste sarde o romagnole, non potrebbero che giovare alla nostra terra ed al suo salvadanaio, se gestite in maniera corretta. Ridisegnare lo skyline dei locali a Sapri e cercare di creare quell’atmosfera modaiola che si trova nei posti di mare più in, è un’iniziativa da apprezzare e da imitare. Vendere un cocktail agli stessi prezzi che si troverebbero in Sardegna o in Emilia però è una sorta di suicidio. Essere imprenditori significa anzitutto essere pazienti e coscienziosi. Un buon imprenditori si guarda intorno, osserva gli errori degli altri per non commetterli a sua volta, osserva la sua potenziale clientela e cerca di catturarla e soprattutto di fidelizzarla. Fidelizzare una clientela è il compito più arduo per un imprenditore e per riuscirci c’è bisogno di tempo e di sacrifici. Uno dei sacrifici da fare è di mettersi l’anima in pace e capire bene che l’investimento impiegato per mettere in piedi la propria attività non può essere coperto in una stagione. È inutile dunque vendere un cocktail a 10 € pensando che una volta coperto l’investimento si potrà scendere con i prezzi. Perché un cocktail a 10 € me lo vendi una volta, due ma alla terza vado al solito bar di fronte e con 10 euro pago il cocktail a me e alla mia ragazza. Un buon imprenditore sa che prima si conquista il cliente con prezzi abbordabili e qualità, poi, una volta fidelizzata una buona cerchia si può anche dare un ritocchino al listino prezzi.
Come detto, bisogna essere pazienti, a volte anche tanto. Infatti per coprire un ingente investimento di 400-500 mila euro c’è bisogno, in media, di 4-5 anni. Ed è in questi anni che si deve cercare di “accaparrarsi” più clienti possibili. Come? Di sicuro non cercando di puntare subito ad un target elitario. È necessario puntare inizialmente alla massa e dopo se ce ne sarà la possibilità, stringere la cerchia e selezionare la clientela.
Qualcuno lo sta capendo, altri pretendono di avere tutto e subito, lamentandosi poi degli scarsi guadagni.
Sono arrivate molte segnalazioni a riguardo, di utenti di SapriBlog che sono andati in alcuni di questi locali ed hanno speso un po’ troppo del previsto: 7 € per un limoncello, 40 € per un secondo piatto; mi sembra un po’ esagerato. Se poi l’ingresso all’inaugurazione è a pagamento rimaniamo veramente senza parole. L’imprenditore, che in questi casi fatichiamo a chiamare tale, si taglia le gambe da solo.
Non è per nulla sbagliato puntare ad una fascia di clientela medio-alta, ma in una realtà come la nostra, dove da anni non si vede più la “Roma Bene”, è il caso di mettersi l’anima in pace ed fare un passo alla volta, altrimenti si rischia di cadere e di ritrovarsi punto e daccapo.

Premetto subito una cosa: SapriBlog non è una testata giornalistica, né tantomeno economica o specialistica; di conseguenza quello che state per leggere è semplicemente un’opinione. L’opinione di SapriBlog su quello che sta accadendo a Sapri nel mondo dell’impreditoria.
Nell’ultimo periodo c’è stato molto fermento nella città della Spigolatrice che ha visto il susseguirsi di attività neonate sbocciare un po’ qui, un po’ li. 
Dal centro commerciale Le Ginestre, nel territorio di Vibonati, alla recentissima apertura del nuovo discount nei pressi del cementificio. Ma le aperture che fanno più piacere ai giovani e a chi cerca qualcosa di diverso dai soliti conosciuti locali, sono sicuramente i tre nuovi lidi inaugurati poco prima della stagione estiva.
Questi sono il nuovo Lido Lazzarella, il Movida e il Rendez Vous. Tutto questo “fiorire” di attività non può che far bene al turismo locale, questo cercare di avvicinarsi, di somigliare alle località turistiche più ricercate non può che portare benefici al paese. Ho usato il verbo al presente dicendo “non può” ma in realtà andrebbe usato un orrendo condizionale che lascia intendere, ancora e come sempre, che le cose a Sapri si fanno, ma si fanno male.

Nuove attività turistiche a Sapri, nuovi locali somiglianti a quelli classici e più famosi delle coste sarde o romagnole, non potrebbero che giovare alla nostra terra ed al suo salvadanaio, se gestite in maniera corretta. Ridisegnare lo skyline dei locali a Sapri e cercare di creare quell’atmosfera modaiola che si trova nei posti di mare più in, è un’iniziativa da apprezzare e da imitare. Vendere un cocktail agli stessi prezzi che si troverebbero in Sardegna o in Emilia però è una sorta di suicidio.

Essere imprenditori significa anzitutto essere pazienti e coscienziosi. Un buon imprenditori si guarda intorno, osserva gli errori degli altri per non commetterli a sua volta, osserva la sua potenziale clientela e cerca di catturarla e soprattutto di fidelizzarla. Fidelizzare una clientela è il compito più arduo per un imprenditore e per riuscirci c’è bisogno di tempo e di sacrifici. Uno dei sacrifici da fare è di mettersi l’anima in pace e capire bene che l’investimento impiegato per mettere in piedi la propria attività non può essere coperto in una stagione. È inutile dunque vendere un cocktail a 10 € pensando che una volta coperto l’investimento si potrà scendere con i prezzi. Perché un cocktail a 10 € me lo vendi una volta, due ma alla terza vado al solito bar di fronte e con 10 euro pago il cocktail a me e alla mia ragazza. Un buon imprenditore sa che prima si conquista il cliente con prezzi abbordabili e qualità, poi, una volta fidelizzata una buona cerchia si può anche dare un ritocchino al listino prezzi.

Come detto, bisogna essere pazienti, a volte anche tanto. Infatti per coprire un ingente investimento di 400-500 mila € c’è bisogno, in media, di 4-5 anni. Ed è in questi anni che si deve cercare di “accaparrarsi” più clienti possibili. Come? Di sicuro non cercando di puntare subito ad un target elitario. È necessario puntare inizialmente alla massa e dopo se ce ne sarà la possibilità, stringere la cerchia e selezionare la clientela.
Qualcuno lo sta capendo, altri pretendono di avere tutto e subito, lamentandosi poi degli scarsi guadagni.

Sono arrivate molte segnalazioni a riguardo, di utenti di SapriBlog che sono andati in alcuni di questi locali ed hanno speso un po’ troppo del previsto: 7 € per un limoncello, 40 € per un secondo piatto; mi sembra un po’ esagerato. Se poi l’ingresso all’inaugurazione è a pagamento rimaniamo veramente senza parole. L’imprenditore, che in questi casi fatico a chiamare tale, si taglia le gambe da solo.

Non è per nulla sbagliato puntare ad una fascia di clientela medio-alta, ma in una realtà come la nostra, dove da anni non si vede più la “Roma Bene”, è il caso di mettersi l’anima in pace ed fare un passo alla volta, altrimenti si rischia di cadere e di ritrovarsi punto e daccapo.

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Ci sono 71 commenti in questo post

  1. Giuseppe scrive:

    devo corregermi, il 23 agosto avevo fatto i complimenti ai gestori del Rendez-Vous, ora devo rimangiarmi tutto….

    infatti a distanza di 1mese i dipendenti di questo lido non hanno ancora ricevuto la retribuzione che spettava loro..

    La maggior parte dei dipendenti sono ragazzi di 18/20 anni, che hanno terminato il proprio lavoro al 31 Agosto e a più di 30 giorni di distanza ancora non hanno ricevuto lo “stipendio”….mah!!!

    non mi pare che i gestori del Rendez Vous si stiano comportando molto bene!!

  2. Giuseppe scrive:

    prima hanno voluto fare le cose in “grande”, il locale d’elite e poi….NON PAGANO GLI STIPENDI!!!

    MAGRA FIGURA!!!

  3. bambola scrive:

    @caro giuseppe
    c’è un detto che dice o meglio dico un detto stracciato poichè non lo ricordo bene….e spero tu possa aituarmi.a ricordare..Ma se erano buon’se stavan’ o paes’ loro….
    Oppure sano in patria profeta altrove….bohhh non so spero che abbiate capito il concetto!!!Tra l’altro non solo il Randez-vuos ha dato buca ma anche quello successivo davanti al privilege….è successo a dei miei amici…

  4. bambola scrive:

    @giuseppe
    Purtroppo una persona prima di investire in questi posti deve pensarci tre miliardi di volte….Non è facile con il turismo ridotto ai minimi termini….bahhhh…

  5. Ciccio79 scrive:

    Questi sono gli “imprenditori” del golfo…

  6. Giuseppe scrive:

    si…bella roba!!

  7. padre gabrielli scrive:

    Vruscia Vous

  8. faby scrive:

    giuseppe, dipende dal lavoro che hanno svolto. Dei miei amici barman li pagavano stesso la sera. Tento di indagare.

  9. Giuseppe scrive:

    si Faby hai ragione, alcuni ragazzi che facevano i barman solo in alcune sere venivano pagati le sere stesso…ma gli altri ragazzi, quelli messi a busta paga….ancora nulla….stanno ricevendo un’acconto ogni 2/3 settimane…ma il fatto è che l’acconto lo si dà durante il periodo di lavoro, poi quando si finisce si dà il resto…

    Qui è passato più di un mese dal termine lavorativo e ancora nulla…

  10. faby scrive:

    che bella cosa!
    chissà se si sta accorgendo della bella pubblicità che si fa!
    ma mi era arrivata la pulce che faceva anche aspettare i ragazzi fino alle 5 di mattina per pagarli perchè lui doveva farsi i fatti suoi( doveva parlare e bere con i suoi amici)!

  11. alessia scrive:

    qualcuna sa se il privilege è ancora aperto????

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