Impreditoria: a Sapri qualcosa si muove ma forse si muove male 71
Premetto subito una cosa: SapriBlog non è una testata giornalistica, né tantomeno economica o specialistica; di conseguenza quello che state per leggere è semplicemente un’opinione. L’opinione di SapriBlog su quello che sta accadendo a Sapri nel mondo dell’impreditoria.
Nell’ultimo periodo c’è stato molto fermento nella città della Spigolatrice che ha visto il susseguirsi di attività neonate sbocciare un po’ qui, un po’ li.
Dal centro commerciale Le Ginestre, nel territorio di Vibonati, alla recentissima apertura del nuovo discount nei pressi del cementificio. Ma le aperture che fanno più piacere ai giovani e a chi cerca qualcosa di diverso dai soliti conosciuti locali, sono sicuramente i tre nuovi lidi inaugurati poco prima della stagione estiva.
Questi sono il nuovo Lido Lazzarella, il Movida e il Rendez Vous. Tutto questo “fiorire” di attività non può che far bene al turismo locale, questo cercare di avvicinarsi, di somigliare alle località turistiche più ricercate non può che portare benefici al paese. Ho usato il verbo al presente dicendo “non può” ma in realtà andrebbe usato un orrendo condizionale che lascia intendere, ancora e come sempre, che le cose a Sapri si fanno, ma si fanno male.
Nuove attività turistiche a Sapri, nuovi locali somiglianti a quelli classici e più famosi delle coste sarde o romagnole, non potrebbero che giovare alla nostra terra ed al suo salvadanaio, se gestite in maniera corretta. Ridisegnare lo skyline dei locali a Sapri e cercare di creare quell’atmosfera modaiola che si trova nei posti di mare più in, è un’iniziativa da apprezzare e da imitare. Vendere un cocktail agli stessi prezzi che si troverebbero in Sardegna o in Emilia però è una sorta di suicidio.
Essere imprenditori significa anzitutto essere pazienti e coscienziosi. Un buon imprenditori si guarda intorno, osserva gli errori degli altri per non commetterli a sua volta, osserva la sua potenziale clientela e cerca di catturarla e soprattutto di fidelizzarla. Fidelizzare una clientela è il compito più arduo per un imprenditore e per riuscirci c’è bisogno di tempo e di sacrifici. Uno dei sacrifici da fare è di mettersi l’anima in pace e capire bene che l’investimento impiegato per mettere in piedi la propria attività non può essere coperto in una stagione. È inutile dunque vendere un cocktail a 10 € pensando che una volta coperto l’investimento si potrà scendere con i prezzi. Perché un cocktail a 10 € me lo vendi una volta, due ma alla terza vado al solito bar di fronte e con 10 euro pago il cocktail a me e alla mia ragazza. Un buon imprenditore sa che prima si conquista il cliente con prezzi abbordabili e qualità, poi, una volta fidelizzata una buona cerchia si può anche dare un ritocchino al listino prezzi.
Come detto, bisogna essere pazienti, a volte anche tanto. Infatti per coprire un ingente investimento di 400-500 mila € c’è bisogno, in media, di 4-5 anni. Ed è in questi anni che si deve cercare di “accaparrarsi” più clienti possibili. Come? Di sicuro non cercando di puntare subito ad un target elitario. È necessario puntare inizialmente alla massa e dopo se ce ne sarà la possibilità, stringere la cerchia e selezionare la clientela. Qualcuno lo sta capendo, altri pretendono di avere tutto e subito, lamentandosi poi degli scarsi guadagni.
Sono arrivate molte segnalazioni a riguardo, di utenti di SapriBlog che sono andati in alcuni di questi locali ed hanno speso un po’ troppo del previsto: 7 € per un limoncello, 40 € per un secondo piatto; mi sembra un po’ esagerato. Se poi l’ingresso all’inaugurazione è a pagamento rimaniamo veramente senza parole. L’imprenditore, che in questi casi fatico a chiamare tale, si taglia le gambe da solo.
Non è per nulla sbagliato puntare ad una fascia di clientela medio-alta, ma in una realtà come la nostra, dove da anni non si vede più la “Roma Bene”, è il caso di mettersi l’anima in pace ed fare un passo alla volta, altrimenti si rischia di cadere e di ritrovarsi punto e daccapo.




In effetti qualcosa si sta davvero muovendo, almeno quest’anno… il. problema legato alle “casse d’acqua e pomodori da casa” è legato non solo al tipo di turisti che affollano sapri e dintorni (principalmente campeggi) ma anche dal fatto che i negozi di sapri hanno prezzi folli d’estate (anche d’inverno in effetti). Chiarisco la questione: se fossi un turista che affitta una casa a sapri già sto piangendo per l’affitto (vedi altro articolo pubblicato in precedenza), poi vado nel supermercato sotto casa e compro 3,dico 3, zucchine e mi chiedono 5 euro(mi è capitato davvero l’estate scorsa)….ora per chi viene da altre zone (per esempio il casertano, che conosco molto bene) rimane scandalizzato da questi prezzi. Se questi listini fossero legati a pochi negozi nn ci sarebbero problemi e “io” turista potrei tranquillamente fare la spesa pagando un pò di + rispetto a casa mia ma cmq senza svenarmi, conseguentemente nn mi porterei tutto il supermercato da casa riempiendo la macchina. Ora la presenza di vari MD, Eurospin e Despar dovrebbero aver ridotto il problema, ma i commercianti di Sapri imparino a vendere, un mazzettino di rucola smorta a1,50€ è quasi un furto (altra esperienza, vissuta da me, che abito a sapri…)
@domenico: i piccoli commercianti, le vecchie botteghe per intenderci ed evitare di fare nomi è normale cha abbiamo prezzi alti, altissimi. Per fare la spesa e risparmiare ci sono a Sapri, come in città, i supermarket e/o i discount e credimi, a Sapri fare “spesa” ha davvero costi minimi.
Toni, grazie per questa bell’inchiesta che riporta l’attenzione sul fatto che gli imprenditori sono una specie molto rara da queste parti. In realtà qui esistono molti i-prenditori, quelli che arraffano sovvenzioni per avviare attività e che non sono interessati alla vera gestione sociale delle attività economiche. Nel mio ultimo post su “i micromercati” riporto quelli che Gandhi 80 anni fa chiamava i peccati sociali
1) politica senza principï;
2) affari senza moralità;
3) scienza senza umanità;
4) conoscenza senza carattere;
5) ricchezza senza lavoro;
6) divertimento senza coscienza;
7) religione senza sacrificio.
Credo che qui occorra far crescere una nuova generazione di operatori di mercato ed elevare la loro cultura media. Pensate solamente a quanti agenti economici hanno la capacità di sfruttare le nuove tecnologie. Molti “imprenditori” non sanno nemmeno leggere le e-mail.
Chiudo dicendo quindi che il mercato punirà tutti coloro che non sanno gestire efficacemente le loro risorse. Il problema è che questi soggetti rischiano poco del loro portafoglio perchè la loro ricchezza non viene da queste iniziative.
A presto.
Marco Costanzo
@marco: Grazie per il “grazie”
Che il mercato punisce e punirà gli scarsi imprenditori è fuor di dubbio. Che gli scarsi imprenditori possano rovinare una già malandata economia turistica è una realtà di fatto purtroppo. Non bisogna più sperare che le cose cambino, bisogna invece cercare di cambiarle ” ’ste cose “.
Io vorrei rispondere a Domenico che nel commento precedente denuncia un caro prezzi che io a Sapri non vedo!!! Poi è normale che se prendiamo in considerazione dei rari casi specifici ma generalizzare dicendo che a Sapri i prezzi siano cari mi sembra eccessivo!! Se mi spiegate in quale posto trovate il caffè a 70 centesimi allora potrei ricredermi. I problemi a Sapri sono ben altri….bisogna cambiare mentalità.
Ma veramente un caffè a 70 cent mi sembra un pò poco..
Lo so Tony ma è il costo di un caffè in quasi tutti i bar di Sapri!! e sentire dire cretinate sul caro vita a Sapri mi fa veramente arrabbiare!!!
appunto
io un buon caffè lo pagherei anche 85 cent come in città.
Si anche io Tony ma è per far capire che i prezzi non sono alti….è normale che su i beni che in un centro commerciale in città puoi trovare a prezzi stracciati sotto forma di offerte nei singoli negozi non c’è la possibilità di avere le medesime offerte per logici quantitativi da ordinare……questo soprattutto si nota con gli elettrodomestici in generale.
parlando di prezzi alti, io direi che dipende dove vai. Nei locali soprattutto c’è la differenza. Ieri sera con un’amica mia sono andata a mangiare un panino a Sapri, al momento del conto è venuto 12 euro. Ma in Totale!!!12 euro 2 panini e 2 bibite… Come prezzi alcuni pub sono molto concorrenziali, diciamo che non possiamo fare di tutta l’erba un fascio
per fare un esempio:
io ieri sera ho pagato due pizze e due birre alla spina 42 € in via della pace a roma
la sera precedente ne ho pagate sempre per due pizze e due birre 24 sullìappia.
io stasera torno a via della pace!
chi pensa che 70 cents per un caffè siano troppi cacciatelo a calci nel sedere da sapri.
Fa parte di quelli che hanno imbastardito il turismo!
Letto l’articolo, direi che non solo non fa poca chiarezza, ma getta una sinistra ombra anche quegli impreditori che hanno investito soldi e che cercano di recuperarli con serietà e l’onesto sudore della fronte.
Fortunatamente, interventi come quelli di Marcutz, di Giovanni e di Giuseppe, fanno capire che le nuove attività d’impresa sapresi non sono tutte uguali, ma che nel contesto il turista può contare anche su attivià che si sforzano di offrire un servizio di qualità a prezzi accessibili. Una cosa questa veramente confortate per chi, come me, si appresta a tornare in vacanza al paese nativo e nota con piacere dei miglioramenti o delle iniziative degne di nota.
Chi come me a Sapri c’è cresciuto certe cose le viene a sapere comunque, mentre certi articoli che gettano la pietra e “ammucciano a mano” certamente non contribuiscono alla promozione e allo sviluppo dei buoni proposi intrapresi nella comunità.
Anche se Sapri Blog non è una testata giornalistica, io sono convinto che se uno elargisce un complimento parlando bene lo può fare in anonimato ed estendendolo a tutti, ma se uno esprime una parere critico, in un certo qual modo negtivo, deve avere il buon senso di esporsi con riferimenti precisi e mirati, in modo tale da non generare il dubbio verso chi non lo merita.
E per non fare parimenti mi firmo con le generalità complete, cordialmente
Leonardo Sampogna
@leonardo: L’articolo non è anonimo. Sulla sinistra in alto è chiaramente riportato il nome dell’autore e la data di pubblicazione.
Secondo, l’articolo non voleva fare chiarezza, ma semplicemente far partire una discussione (come tra l’altro è stato). Sono stai esposti pareri critici nell’articolo in quanto abbiamo ricevuto molte segnalazione da parte di alcuni lettori e commercianti. Nessuno generalizza, semplicemente non facciamo nomi. E non preoccuparti, che chi non lo merita non si sentirà tirato un ballo da queste critiche.
@leonardo: fare pubblicità negativa gratuitamente non è lo scopo del blog. Inoltre riporta, come h detto appunto Tony, i pareri e le sengalazioni che ci sono arrivate dagli utenti del blog.
Appena scenderai a Sapri, non preoccuparti che toccherai stesso tu con mano chi lavora bene e chi lavora male. Chi lavora bene si riconosce dal quantitativo di gente che ha lamaggiorpate delle sere.
E questi imprenditori locali non si sentono nemmeno toccati da un articolo del genere. Fidati. Grazie per aver esposto la tua idea
da premettere che al rendez vous ci sn stata piu’ volte,in effetti ci sono ancora delle carenze organizzative ma cercare di creare una nomea cosi’ cattiva del lido mi sembra eccessivo..ci sn state tante feste alle quali hanno partecipato piu’ di 300 persone in un’unica sera,ad esempio nella notte di santo stefano si e’ fatto baccano fino alle 6 del mattino e se nn ci fosse stata gente nn ci sarebbe stata festa no???la musica al piano bar e’ suonata da musicisti e cantata dal vivo,il cuoco e’ un professionista che ha girato tutta l’asia,le persone che giungono al lido nn vengono classificate in base all’elite ma sn libere di scegliere se spendere o meno 50 euro..evidentemente chi nn puo’ sceglie quello da 25 euro.le ragazze che tanto criicano dovrebbero fare il confronto anche cn altri locali in merito alla paga che viene loro data..circa un doppio della normale..quindi nn si piange su cio’ che si mangia….povere stolte.in merito ai confronti cn gli altri locali,io direi che e’ molto piu’ elegante cercare di non essere di parte e sminuire il lavoro altrui…perche’ io anche se di parte nn l’ho fatto.
intendevo dire san lorenzo,scusatemi.
secondo me le persone che hanno organizzato il lido dovrebbero essere meno esaurite nell’organizzazione..ma cmq se alla gente il lido nn piace perche’ nn vanno alle spiagge libere accanto…mmmm forse vogliono la moglie ubriaca e la botte piena…
@cla: a me non sembra che nell’articolo si denigri il rendezvous, anzi, tony l ha citato tra i nuovi lidi di sapri ma poi non fa nomi quando parla dei prezzi alti e della scarsa organizzazione.
PS non ho capito cosa centra San lorenzo?
ma a sapri se non ci sn soldi dove le prendono tutte quelle ferrari,lamborghini e porche????????
carissima s leggi i primi commenti si parla di ragazze che lavorano all’interno del lido e dicono che la gente non c’e',e a persone che alludono continuamente ad una classificazione elitaria del lido da persone che ci sn state…io rispondo a loro …per cio’ che cncerne l’articolo siamo tutti dello stesso parere..
per cio’ che riguarda san lorenzo,ecco ho scritto santo stefano anziche’ san lorenzo e ieri era s.lorenzo….
io mi riferisco al commento di marcutz…
Ciao a tutti! Complimenti a Tony per questa simpatica e costruttiva iniziativa.
(Forse ti ricorderai di me, sono l’amico di Marco Carusi. Il fratello di Federica.)
In riferimento alla spinosa questione del “turismo” saprese, ci sarebbero diverse parentesi da aprire. Ma per evitare inutili divagazioni mi atterrò all’oggetto del post.
Rendez-Vous, Lazzarella, Movida: è questo il tridente di attacco del turismo saprese.
La risposta all’implacabile contrazione del mercato turistico cittadino.
Non è ironia. Solo un dato di fatto. E per quanto se ne dica, un piacevole dato di fatto.
Quella di quest’anno, infatti, è stata una gradevole sorpresa. Questa inaspettata fioritura di locali, anche se sotto alcuni aspetti mal gestiti, rappresenta senza dubbio un buon inizio.
Ogni sera, dal 3 al 18 agosto, eccezion fatta per il martedi ed il venerdì (giorni in cui la devozione ci arenava sulle spiagge del Rendez-Vous), stravaccavo sui lettoni del Movida intento ad evocare sbiaditi ricordi con gli amici “estivi”: quelli che vedi 15 giorni l’anno, quelli che ti piacciono più degli altri perchè non ne conosci i difetti, quelli con cui condividi l’ozio e la leggerezza delle ferie.
In questo contesto, Scario, Villammare e Palinuro, un tempo uniche alternative al noioso “bighellonare” davanti al Turco, sono diventate solo “un’eventualità da valutare”, qualcosa – per intenderci – di cui si può fare anche a meno.
I prezzi, il desiderio di riequilibrare il bilancio in una sola estate, la scarsa accortezza (talvolta) nel gestire il cliente, sono effettivamente degli sbagli su cui gli imprenditori sapresi devono lavorare. Degli errori da cui ripartire. Ma non certamente dei fallimenti.
In chiusura, non mi resta che sperare nelle iniziative di chi, per amore o per coraggio, voglia ricostruire, mattone su mattone, il turismo di questa bellissima oasi estiva, onnipresente nel cuore di tutti i “mezzisapresi d’Italia”.
Con buona pace dei vari Vinile Ciclope e compagnia bella…
Mille Saluti
Luca Travaglini
@cla’: beh devo precisare che sulla questione stipendi hai ragione, il RendezVous è forse uno dei pochi locali di Sapri che elargisce buone paghe…per quel che riguarda il mese di luglio certamente il Rendezvous ha avuto poca clientela…mentre ho notato con piacere che ad agosto ha saputo rifarsi alla grande, quasi tutte le sere organizzano serate musicali alle quali partecipano molte persone! ben fatto!!
felice di essermi sbagliato
forse a luglio è stata fatta poca pubblicità..
a luglio aveva prezzi più alti!
poi si è dato una regolata vedendo l’andazzo
bene allora non dicevo bagianate!!
beh complimenti a chi si rende conto di aver commesso un errore e fa un passo indietro!
per marcutz e Giovanni..
parlate tanto di raffinatezza e di eleganza..di cambiamenti..del lido lazzarella….e poi vi lamentate che il rendez-vous..ha i prezzi alti…..
ci vogliono i soldi e la gente con i soldi per mantenere questi locali…….nn dureranno molto……i primi siete voi che sicuramente..quando andate a mare mettete le asciugamani a terra…e tutte le sere passeggiate e nn vi si vede mai in un locale…a spendere….
per poter parlare bisogna spendere i SOLDI e no commentare per sentito dire….dovete far parte dell’economia saprese..far girare i soldi…….
secondo me il rendez-vous è uno dei lidi più belli della costa……………………….il Lazzarella è un surrogato…..un lido che vuole fare schiccheria……ma sotto sotto ci sn dei marpioni………….dei volponi…….che dal comune si sono trasferiti altrove…………….badate bene gente..e meditate…….e schiccheria senza sostanza presto finirà…………..