Article written

  • on 24.07.2009
  • at 09:30 AM
  • by Tony

A Sapri, Razzismo o Esasperazione? 57

Girovangando alla ricerca di notizie, ieri mi sono imbattuta in un articolo di Mario Fortunato su il Mattino che raccontava di un fatto avvenuto a Sapri forse poco discusso.
Durante la festa serale di San Francesco, c’è stato un insolito blitz della polizia urbana nei confronti delle “bancarelle nere”. La retata è stata insolita dicevo non per il puro avvenire, ma quanto per il modus operandi dei vigili urbani che arrivati a sorpresa con la loro camionetta hanno letteralmente acciuffato i venditori ambulanti e sequestrato loro tutta la merce. Fin qui tutto normale, ci sta. Il problema è che la merce è stata bruscamente gettata nel cassone della camionetta comunale come fosse spazzatura. Inoltre, mentre si era creata la solita folla di curiosi uno dei venditori africani si è messo in ginocchio a supplicare i vigili per riavere la propria merce. 
Una scena dunque plateale e forse esagerata da ambedue le parti (vigili ed ambulanti) che ha avuto la sua origine, il suo movente da una petizione di 72 firme dei commercianti di zona inviata all’amministrazione comunale giorni prima. I commercianti locali incolpavano i venditori ambulanti, il mercato settimanale e i negozi cinesi dei loro scarsi guadagni. Dunque dopo le proteste è arrivato il blitz. 
Sinceramente a me questo fatto sembra tutto un “casotto”. Perché se i commercianti di zona guadagnano poco non è certo colpa dei venditori ambulanti o del mercato o dei negozi cinesi. La colpa è, scusate la schiettezza, tutta loro.
I venditori ambulanti in quanto irregolari vanno fermati e fatti sgomberare, ma TUTTI gli ambulanti, non solo gli africani, anche i napoletani e calabresi che in mezzo la passeggiata vendono braccialetti luminescenti, batterie per cellulari e altra merce senza il marchio cee e senza autorizzazione. Ma metterei la mano sul fuoco che se sparissero dalla faccia della terra tutti i venditori irregolari, le economie dei commercianti che hanno protestato non migliorerebbero. Ci sarebbe ancora il mercato e ci sarebbero (e saranno sempre di più) i negozi cinesi. Il problema, non sono loro, il problema è la scarsa competività dei negozianti sapresi che non fa nulla per migliorare le cose, se non lamentarsi. Se il cittadino preferisce andare al mercato a comprare un paio di scarpe o una t-shirt o anche le mutande il motivo è da ricercare nei prezzi forse fuori mercato dei negozi, negli scarsi accorgimenti che potrebbero distinguere un negozio da una bancarella e nella scarsa organizzazione. A Sapri non esiste un’organizzazione dei commercianti, non esiste un consorzio, non esiste un “lavorare assieme per lavorare meglio tutti”. Tra i negozianti di Sapri non esiste cooperazione. Sono cani sciolti, ognuno con le sue idee e quasi nessuno con una buona idea. Ognuno convinto che i propri prezzi siano competitivi, ognuno convinto che la propria attività sia la migliore. La presunzione non porta lontano, anzi, la presunzione porta al mercato e ai negozi cinesi.
E allora forse non è stata una scena di razzismo quella vista la sera della festa di San Francesco, forse è stato un atto di esasperazione da parte di un gruppo di negozianti sapresi che, rappresentata dai vigili urbani, non ha altre soluzioni, non riesce a dare altre motivazione alle loro scarse entrate se non quella di trovare un capro espiatorio e decidere di “punirlo”. 
La legalità va rispettata e i venditori irregolari fermati, ma l’economia va studiata e rincorsa. Il lamento non è una via di salvezza ma solo una spinta verso il baratro.
Cari commercianti sapresi, datevi da fare, svegliatevi perché tra centri commerciali, mercati e negozi cinesi la concorrenza è spietata. Aprite gli occhi e rimboccatevi le maniche perché il mercato è un mare pieno di pesci, dovete solo cambiare amo.

Girovangando alla ricerca di notizie, ieri mi sono imbattuta in un articolo di Mario Fortunato su il Mattino che raccontava di un fatto avvenuto a Sapri forse poco discusso.
Durante la festa serale di San Francesco, c’è stato un insolito blitz della polizia urbana nei confronti delle “bancarelle nere”. La retata è stata insolita dicevo non per il puro avvenire, quanto per il modus operandi dei vigili urbani che arrivati a sorpresa con la loro camionetta hanno letteralmente acciuffato i venditori ambulanti e sequestrato loro tutta la merce. Fin qui tutto normale, ci sta. Il problema è che la merce è stata bruscamente gettata nel cassone della camionetta comunale come fosse spazzatura. Inoltre, mentre si era creata la solita folla di curiosi uno dei venditori africani si è messo in ginocchio a supplicare i vigili per riavere la propria merce.

Una scena dunque plateale e forse esagerata da ambedue le parti (vigili ed ambulanti) che ha avuto la sua origine, il suo movente da una petizione di 72 firme dei commercianti di zona inviata all’amministrazione comunale giorni prima. I commercianti locali incolpavano i venditori ambulanti, il mercato settimanale e i negozi cinesi dei loro scarsi guadagni. Dunque dopo le proteste è arrivato il blitz. 
Sinceramente a me questo fatto sembra tutto un “casotto”. Perché se i commercianti di zona guadagnano poco non è certo colpa dei venditori ambulanti o del mercato o dei negozi cinesi. La colpa è, scusate la schiettezza, tutta loro.
I venditori ambulanti in quanto irregolari vanno fermati e fatti sgomberare, ma TUTTI gli ambulanti, non solo gli africani, anche i napoletani e calabresi che in mezzo la passeggiata vendono braccialetti luminescenti, batterie per cellulari e altra merce senza il marchio cee e senza autorizzazione. Ma metterei la mano sul fuoco che se sparissero dalla faccia della terra tutti i venditori irregolari, le economie dei commercianti che hanno protestato non migliorerebbero. Ci sarebbe ancora il mercato e ci sarebbero (e saranno sempre di più) i negozi cinesi. Il problema, non sono loro, il problema è la scarsa competività dei negozianti sapresi che non fa nulla per migliorare le cose, se non lamentarsi. Se il cittadino preferisce andare al mercato a comprare un paio di scarpe o una t-shirt o anche le mutande il motivo è da ricercare nei prezzi forse fuori mercato dei negozi, negli scarsi accorgimenti che potrebbero distinguere un negozio da una bancarella e nella scarsa organizzazione.

A Sapri non esiste un’organizzazione dei commercianti, non esiste un consorzio, non esiste un “lavorare assieme per lavorare meglio tutti”. Tra i negozianti di Sapri non esiste cooperazione. Sono cani sciolti, ognuno con le sue idee e quasi nessuno con una buona idea. Ognuno convinto che i propri prezzi siano competitivi, ognuno convinto che la propria attività sia la migliore. La presunzione non porta lontano, anzi, la presunzione porta al mercato e ai negozi cinesi.
E allora forse non è stata una scena di razzismo quella vista la sera della festa di San Francesco, forse è stato un atto di esasperazione da parte di un gruppo di negozianti sapresi che, rappresentata dai vigili urbani, non ha altre soluzioni, non riesce a dare altre motivazione alle loro scarse entrate se non quella di trovare un capro espiatorio e decidere di “punirlo”. 
La legalità va rispettata e i venditori irregolari fermati, ma l’economia va studiata e rincorsa. Il lamento non è una via di salvezza ma solo una spinta verso il baratro.

Cari commercianti sapresi, datevi da fare, svegliatevi perché tra centri commerciali, mercati e negozi cinesi la concorrenza è spietata. Aprite gli occhi e rimboccatevi le maniche perché il mercato è un mare pieno di pesci, dovete solo cambiare amo.

Articoli Correlati

Sottoscrivi i commenti via RSS

Ci sono 57 commenti in questo post

  1. Giuseppe scrive:

    Un tema importante in quest’articolo che andrebbe esteso a tutta l’Italia…però è vero che i commercianti di Sapri potrebbero e dovrebbero lavorare di più e meglio!

    gli abusivi e gli irregolari è stragiusto mandarli via però è una regola che vale per tutti africani cinesi napoletani e quant’altri!

  2. Domenico scrive:

    I commercianti di Sapri fanno letteralmente schifo. I loro problemi vengono dal fatto che pretendono di vendere le stesse cose di ambulanti e cinesi a prezzi assurdi. Infatti se i suddetti venditori “low cost” vendessero cose diverse nn sussistrebbe il problema della concorrenza. Si adeguino questi prepotenti…a Sapri così pensano di fare commercio? Vendendo ai prezzi che vogliono di giorno per poi potersi sbivaccare sul lungomare la sera? Vadano a fare un giro a Marina di Camerota o a Diamante (per citarne alcuni) in cui i negozi sono aperti fino all’1 e vendono a prezzi civili, o comunque con un rincaro ragionevole. Sono semplicemente disgustato anche il comportamento dei vigili, assulutamente deplorevole, si sono permessi quell’atteggiamento solo perchè quei ragazzi so indifesi e si fanno il culo per lavorare…Piuttosto i vigili si diano da fare per cose serie!

  3. Tony scrive:

    @domenico: fermare i venditori abusivi è una cosa seria e non dobbiamo condannare il fatto che i vigili li abbiano fermati e fatti sgomberare. Gli atteggiamenti sono stati esagerati da parte sia dei vigili (per come hanno buttato la merce nella camionetta), sia da parte dei ragazzi africani che si sono messi a supplicare (sapevano che stavano facendo una cosa illegale). E non si devono giustificare i venditori ambulanti solo perchè “si fanno il culo”. Anche quelli che lavorano al porto di Napoli per scaricare i container di cocaina si “fanno il culo” ma sempre illegalità è. Lo sbaglio è stato quello di fermare solo gli africani e non dire nulla i venditori napoletani e calabresi sempre abusivi.

  4. BAFAFAMMAMA' scrive:

    IL COMUNE DI SAPRI è VERGOGNOSOOOOOOO…….SON CRESCIUTA IN QUESTA CITTADINA E MI VERGOGNO DI ESSERE UN SAPRESE…….PARLANDO DEI CITTADINI-COMMERCIANTI è ALQUANTO SQUALLIDO….FIGURATEVI CHE UN NOTO DISCOUNT DEL POSTO ANDò A SUPPLICCARE AL CENTRO COMMERCIALE DI FAR ABBASSARE I PREZZI DELL’INTERSPAR!!!!VERGOGNA!!!!!!!!!

  5. BAFAFAMMAMA' scrive:

    CORREGGO “CRESCIUTO” …

  6. faby scrive:

    come abbassare i prezzi???!!! e che vantaggio si arrecava?

  7. Nick scrive:

    …ma perchè, gliela dovevano mettere ordinata sugli scaffali la merce? Magari pure spolverata e incellophanata? Fra l’altro non gli verrà restituita, quindi non vedo dove sia il problema.

    (sarà che gli abusivi fanno prezzi più bassi ANCHE perchè non pagano le tasse?)

  8. Tony scrive:

    @nick: il problema è solo nel modus operandi come specificato nell’articolo. e sempre specificato nell’articolo i venditori ambulanti non sono nemmeno considerati tra la concorrenza ai negozianti; di conseguenza non si pone proprio il problema del perchè abbiamo prezzi bassi. è illegalità. punto.

  9. Nick scrive:

    Sì, era chiaro…a parte il fatto che non vedo grossi problemi nel modus operandi (almeno da come lo avete descritto voi), sostanzialmente rispondevo a domenico…

  10. errek scrive:

    i commercianti sapresi, come i commercianti di tutto il mondo pagano le tasse e vendono la merce che vogliono al prezzo che vogliono. Sono poi i clienti a fare la differenza e a privileggiare un negozio piuttosto che un altro a secondo del prezzo, della qualità, del servizio, e perchè no della simpatia e del rapporto che si crea col venditore. C’è chi preferisce l’anonimità di un supermercato o di un centro commerciale e chi invece privileggia il paicere di entarre in un negozio più piccolo, farsi consigliare, tirare sul prezzo e mentre compra, mettiamo un apio di ochhiali, parlare del sapri, della juve e di maradona.
    Quindi nessuno deve imporre abbassamenti o innalzamenti di prezzi. Il mercato è libero.
    Chiaramente ci vogliono le regole e chi le rispetta.
    Gli ambulanti (quelli illegali) non le rispettano, non pagano le tasse e sarebbe reato anche acquistare la loro merce. I vigili urbani fanno il loro dovere e recriminare sul fatto che se la prendono con alcuni e non con tutti è poco intelligente. Sono chiamati a metetre fine a una situazione di illegalità, devono cominciare da qualche parte, se li lasciamo fare e magari gli diamo una mano verrà il turno di tutti i fuorilegge siano essi di colore, o calabresi o napoletani.
    In quanto al razzismo, si configura molto di più nell’etichettare gli ambulanti come africani, napoletani o calabresi, piuttosto che intervenire per rimuovere situazioni di reato!!!!

  11. errek scrive:

    naturalmente privileggiare è scritto con due g perchè è notorio che i sapresi, quando privilegiano, privilegiano col cuore!!!

  12. Tony scrive:

    @errek: ho etichettato gli ambulanti come africani, napoletani e calabresi perché in quel contesto erano quelli presenti.
    Per quel che riguarda i prezzi dei negozianti, nessuno obbliga loro ad abbassarli sti prezzi, nell’articolo si invitano solo a lamentarsi ddi meno e atrovare soluzioni per i loro scarsi guadagni. Sono stati loro a lamentarsi e ad incolpare. Se un commerciante mi vende un jeans a 250 € e io lo compro ben venga. Ma se io non lo compro e il commerciante da la colpa della mancata vendita al mercato o ai cinesi è un assurdità.

  13. Nick scrive:

    Cioè…per tornare proprio al titolo del post…io onestamente non ci vedo nè esasperazione (perchè?) nè tantomento razzismo (figuriamoci!!).

    Si può parlare, giustamente o meno, delle scarse capacità dei commercianti sapresi, ma è un discorso che esula completamente dall’episodio della festa…

  14. errek scrive:

    il commerciante da la colpa a chi procura un aumento di concorrenza, cioè di offerta, senza pagare gli oneri che lui paga! cioè le tasse, le licenze, i contributi e tutto il resto!
    Nessun commerciante che vende un jeans a 250 € da la colpa ai cinesi se non lo vende. E non è detto che per venderlo deve diminuire il prezzo: a volte conviene aumentarlo. Il mercato è una cosa abbastanza complessa e invece noi ci limitiamo a giudicarlo a secondo delle nostre esigenze. Siccome non ci possiamo permettere di pagare un jeans più di 70 € tutti quelli che costano di più sono cari ed esagerati. E non ci rendiamo conto che il jeans che abbiamo pagato 70 € è carissimo e esageratissimo se pensi che ha un costo reale di 4-5 € soltanto!

  15. Nick scrive:

    (un giorno, magari nel 2012, capirò anche perchè l’ha postato due volte…scusate)

  16. BAFAFAMMAMA' scrive:

    a proposito di prezzi ma avete visto la cosa vergognosa che c’è a villammare?la cornetteria dove molti ragazzi vanno a prendere il cornetto……se entrate han messo l’orario che dopo l’1:00 le pizzette le fanno pagare anzicchè 1,20 € le fanno pagare 2,00 €!!!!!!è questo è anche vergognoso……!!!!!ma dai cosa da pazzi!!!!

  17. errek scrive:

    … e tu non entrare

  18. giovanni scrive:

    Ho letto bene questo articolo e i commenti che si sono susseguiti…e da commerciante mi sento parte in causa e pronto a dire la mia!!!
    Allora dividerei il discorso in due parti…
    La prima si riferisce all’ azione dei vigili vista anche da me il primo giorno della festa del paese…..allora per me i vigili hanno fatto il proprio dovere a far sgomberare le bancarelle abusive che quindi, a differenza delle altre, non hanno pagato il sulo pubblico al comune! La cosa da condannare , effettivamente, è il fatto di far sgomberare solo gli africani e non i napoletani o calabresi che stazionavano all’interno della fiera e che tentavano di vendere improbabili oggetti! Il problema è che non è giusto che i controlli vengano fatti solo dopo una petizione fatta dai commercianti, dovrebbero essere fatti a prescindere per difendere una legalità che in Italia, e non solo a Sapri, stà svanendo!
    Poi parlando dei commercianti Sapresi, mi metto io in primis, e dico che devono capire che senza un associazione commercinati e una variazione di mentalità di fare commercio non si và da nessuna parte! Giusta la petizione per il controllo dei negozi cinesi se non sono regolari ma i problemi sono altri!
    Sono anni che si tenta di far ragionare i commercianti per far capire che l’unico metodo di salvezza della categoria è l’associarsi ma il commerciante saprese pensa di essere il più bravo di tutti ed è invidioso del negoziante vicino!!!
    La nascita del centro commerciale fa capire che bisogna concentrarsi nella fidelizzazione del cliente per dare al proprio cliente quel qualcosa che non trova nel negozio accanto e anche dal cinese! Solo così si sopravvive ad una crisi dettata dal consumismo!!!

  19. MARIANNA scrive:

    Sono d’accordo in pieno con Giovanni!Le regole vanno e devono essere rispettate calcolando i giusti modi! Il mercato è libero ma è anche vero che la finanza ci dice che, ci sono delle percentuali di guadagno che non sono libero come qualcuno ha detto in precedenza ma ci sono dei massimali da nn superare!ognuno è libero di decidere come svolgere la vita della propria azienda ..ma sempre nel rispetto di regole imposte da uno stato italiano, che nn dobbiamo sottovalutare!LE ASSURDITA’ CI SONO…ECCOME..BASTI PENSARE CHE C’E’ LA CHIUSURA DELL’ATTIVITA’ DOPO 3 VOLTE CHE LA FINANZA TI TROVA SENZA SCONTRINO..MA ALLO STESSO TEMPO..NAPOLETANI CON BORSONI CHE SCENDONO ALLA STAZIONE DI SAPRI SENZA CHE QUALCUNO LI FERMI..E NONOSTANTE AVVENGA SOTTO GLI OCCHI DI PERSONE IN DIVISA….

  20. errek scrive:

    ciao marianna. sono “qualcuno che ha detto in precedenza” che il mercato è libero. Mi faresti conoscere per favore i massimali da non superare? Dove li trovo?

  21. Tony scrive:

    @errek: io credo che tu in ogni commento esasperi ed esageri le situazioni. Sai benissimo che i funzionamenti del mercato, per mestiere, li conosco ed anche bene (e non è insolenza o presunzione ma solo consapevolezza). non esiste nessun massimale, così come non esiste nessuna regola scritta che dice come guadagnare di più. Ma l’economia vive in un epoca in cui il marketing è tutto. e mi spiace ribadirlo ma la maggior parte dei commercianti di Sapri non sa nemmeno cosa voglia dire la parola marketing. Io non ho mai detto che debbano vendere un jeans agli stessi prezzi dei cinesi altrimenti non lo vendono. ma devono darmi quell’imput in più, quel surplus che mi fa decidere di comprare da loro e non dai cinesi (premetto che io non ho mai comprato nulla in un negozio cinese se non una torcia una volta). Per farti un esempio: un lettore mp3 costa 20 €; suona la stessa musica di un ipod che costa 149 euro ma io ho comprato l’ipod. il design, il marketing e il marchio mi hanno spinto a fare un scelta tale. tutto qui. è un discorso di surplus!

  22. Tony scrive:

    @errek: il liberismo funziona…è l’anarchia ed il disordine che sono fallimentari.

  23. giovanni scrive:

    Tony hai ragione ma come ben sai oramai non ci troviamo come trenta anni fa dove il cliente non è informato sul costo di quella marca rispetto all’altra…..ci troviamo davanti a clienti informatissimi sul costo del bene che và a comperare(internet, giornali e ecc.). Quindi non credo che i ricarichi siano altissimi, e anche se fossero basterebbe non andare a comprare in determinati negozi! Io per mia fortuna ho tanti clienti che vengono da Roma, Milano, Torino e ecc. ,non credi che se i miei prezzi non siano competitivi con il mercato andrebbero in un altro negozio?

  24. Tony scrive:

    @giovanni: io concordo pienamente con te. ci sta una buona parte dei commercianti che purtroppo crede di vivere ancora a 30 anni fa. :(

  25. Nick scrive:

    Tony, conosci queste cose fin troppo bene per fingere di non sapere che il marketing riguarda un tipo di commercio e una fascia di clienti che, purtroppo o per fortuna, a Sapri semplicemente non esiste.

    Inutile riempirsi la bocca di marketing e pubblicità se devo lavorare in un posto in cui il traffico è congestionato dal discount che vende la passata di pomodoro a mezzo centesimo in meno. Quello del marketing è un discorso che può riguardare Giovanni e pochi altri, non certo il supermercato o il fruttivendolo nè tantomeno il negozio di vestiti che ha il marchio piovuto dal cielo ed è più o meno l’unico rivenditore di zona.

    Per far crescere Sapri è il cliente che deve cambiare, ma non si può pretendere che cambi da solo…il cambiamento lo si deve imporre con il lavoro congiunto di commercianti, strutture e istituzioni.

    Ma sai benissimo anche che se si lavorasse davvero in tal senso, le prime voci di dissenso arriverebbero proprio da quella parte di popolazione saprese che
    a) è fondamentalmente contraria al cambio di dimensione del turismo locale
    b) resterebbe economicamente tagliata fuori dalla new way e non potrebbe godersi la vita come fa ora

  26. Nick scrive:

    [Per chi dovesse avere meno dimestichezza con l'argomento in questione: il marketing genera costi che, in tutto o in parte, vengono caricati sul cliente finale. Domanda: siamo disposti a pagare 10€ un cocktail perchè il locale che ce lo serve "tira" di più anche perchè ha investito di più in pubblicità? A giudicare dai post precedenti sembrerebbe di no. Il marketing e la qualità -dei beni come dei servizi- non sono strutturalmente fatti per sposarsi con prezzi bassi. E' un po' la storia della botte piena e della moglie ubriaca, mi sembra...]

  27. Tony scrive:

    @nick: rispondo in merito a: “Ma sai benissimo anche che se si lavorasse davvero in tal senso, le prime voci di dissenso arriverebbero proprio da quella parte di popolazione saprese che
    a) è fondamentalmente contraria al cambio di dimensione del turismo locale
    b) resterebbe economicamente tagliata fuori dalla new way e non potrebbe godersi la vita come fa ora”

    Chi non si adegua al mercato è da sempre tagliato fuori. Evvivadio se sarà così per sempre!

  28. giovanni scrive:

    Si effettivamente il problema è questo! Al saprese questo tipo di turismo scialbo e povero và bene….cosa importa al vecchietto se l’economia del paese vada bene o meno….e quindi l’amministrazione, vedendo che alla fine la maggior parte dei sapresi ragionano così, si culla senza fare niente per migliorare il turismo!!

  29. Tony scrive:

    e allora bisogna che i commercianti volenterosi cambino senza l’aiuto dell’amministrazione. si può fare. (come disse Einstein) :D

  30. giovanni scrive:

    Tont a disposizione ;)

Partecipa alla discussione, inserisci un commento!

* Campo richiesto

sapriblog.com is powered by WordPress and FREEmium Theme.
Questo blog NON è considerabile un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.